Comunicato Stampa
Inaugurazione 14 novembre 2017 ore 17.30
dal 15 novembre 2017 al 7 gennaio 2018
Roma, Istituto centrale per la grafica 
Palazzo Poli, via Poli 54.
T
MINISTERO
DEI BENI E DELLE
ATTIVITÀCULTURALI
E DEL TURISMO
L’Istituto  Centrale  per  la  Grafica  presenta  nelle  sale  di  Palazzo  Poli,  la  mostra
KOUNELLIS IMPRONTE dedicata all’opera grafica del Maestro recentemente scomparso.
L’artista,  protagonista  indiscusso  di  un’arte  che  ha  rivoluzionato  il  linguaggio  pittorico  a 
partire dagli anni Sessanta, aveva personalmente scelto le opere da esporre e si accingeva 
a seguirne l’allestimento quando è venuto a mancare il 16 febbraio scorso. Sulla base delle 
scelte stilistiche esercitate dal Maestro e per sua espressa volontà, l’Istituto, in accordo con 
l’Archivio Kounellis, espone nella mostra a cura di Antonella Renzitti, l’ultimo lavoro grafico
realizzato  nel  2014  con  la  Stamperia  d’Arte  di  Corrado  e  Gianluca  Albicocco  di  Udine  e 
due cicli di opere, The Gospel according to Thomasdel 2000 e Opus I del 2005, entrambi 
realizzati a Jaffa con la stamperia israeliana Har-El Printers & Publisher.
Il libro d’artista The Gospel according to Thomas con le dodici terragraph costituisce una 
rivisitazione dell’artista del rapporto tra l’arte contemporanea e il Sacro e “mostra un disegno 
di aspra elementarità ma di forza arcaica e linguisticamente primaria. Le matrici con la sabbia 
rossa avevano messo in risalto una serie di segni emblematici e carichi di evocazioni spirituali. 
Partito dal disegno di un cerchio nella sabbia a simbolizzare la comune matrice spirituale a cui 
Tommaso e Gesù appartenevano, successivamente lo aveva diviso verticalmente nel mezzo 
assegnando a ciascuno la metà.Disegno e scrittura, entrambi quasi sillabati, distinguono 
queste  dodici  opere  dove  Kounellis  chiama  in  causa  la  divisione  tra  l’anima  e  il  corpo,  il 
rapporto tra uomo e universo, tra pesci e uccelli, alberi della conoscenza e pietre filosofali, 
costellazioni e oggetti degli uomini: la luce di una lampada a petrolio (da Guernica) e una 
casa volante come tensione all’ascensione nello spazio libero dello spirito. L’ultima tavola 
evoca i ventiquattro profeti d’Israele, umani propugnatori della virtù etica e morale” (Bruno 
Corà).
Il lavoro del 2014 è un ciclo di dodici stampe al carborundum (polvere di ferro), di grande 
formato, con l’impronta del cappotto nero, “saio laico dell’uomo del ‘900”, trovato come di 
consueto nel mercatino dell’usato, che perde ogni tipo di forma e costituisce una impronta “di 
memoria, indicazione di umanità”. “Il cappotto è fisicamente lì, non è rappresentato. L’impronta 
in resina lasciata sulla lastra essiccandosi ha trattenuto la polvere di ferro distribuita sopra. 
Si è creata così una superficie ruvida in rilievo che trattiene l’inchiostro e lo trasferisce, per 
mezzo del torchio, sul foglio di carta da incisione. Riaffiora, a distanza di anni, la suggestione
sedimentata delle impronte del suo maestro di Accademia Toti Scialoja che in quegli anni 
dipingeva, con stracci e stoffe, quadri “come tracce di vita” (Antonella Renzitti).
Opus  I è  un  portfolio  di  47  fotolitografie,  una  summa in  grafica di  quarant’anni  di  ricerca 
artistica; la rivendicazione dello spazio della drammaticità dentro l’arte; la cultura mediterranea 
radicata nel mito e nella tragedia che s’incarnano nella storia; le carboniere e il loro contenuto; 
il tema del viaggio, fatidico rimando a quello di Odisseo «non una crociera nel Mediterraneo, 
ma un viaggio in verticale, nel profondo, scaturito da una guerra scatenata dal possesso di 
una donna», affermò Kounellis in un’intervista. Del portfolio si espongono 24 fogli.
La mostra è stata realizzata grazie alla collaborazione dell’Archivio Kounellis e della Stamperia 
d’arte Albicocco, con il prezioso sostegno di Bruno Corà.
Nel volume, edito da Gli Ori, oltre agli interventi di Federica Galloni e Maria Antonella Fusco 
sono presenti i saggi di Bruno Corà, Roberto Budassi e Antonella Renzitti e la testimonianza 
di Gianluca Albicocco. L’edizione è stata resa possibile grazie al sostegno della Direzione 
Generale per l’Arte, l’Architettura Contemporanee e le Periferie Urbane del MiBACT, diretta 
da Federica Galloni.