Nature Is the New Minimalism è il titolo della prima personale in un museo europeo dell’americano Sam Falls (San Diego, 1984). Tra gli artisti più noti della sua generazione, ha ricevuto fin da giovanissimo riconoscimenti e premi internazionali, costruendo una delle carriere più brillanti degli ultimi anni.

In mostra un nucleo di oltre 40 lavori inediti, realizzati appositamente per la Galleria Civica. Tra dipinti, disegni, sculture, installazioni e video, Falls conduce il visitatore attraverso un’esplorazione del colore e dei processi naturali.

Al primo piano, grandi tele site-specific coprono interamente le pareti della Galleria.

Sono i rain painting che, come fotografie analogiche, restituiscono impressioni di qualcosa che è esistito e si è fissato sulla tela. Per realizzarli, l’artista adagia il supporto sul terreno, lo copre con elementi vegetali, lo cosparge di pigmenti colorati e lo lascia esposto alla pioggia. L’acqua fa sì che i colori si distribuiscano e vengano assorbiti, creando una rigogliosa colorata astrazione che richiama i grandi movimenti pittorici americani dell’Espressionismo Astratto e del Color Field Painting.

Nel piano interrato della Galleria prosegue l’indagine sul rapporto uomo/ambiente, attraverso due grandi sculture in paraffina e neon. Con queste opere Sam Falls indugia in una riflessione sugli ambienti più fragili del pianeta: Artide e Antartide, regni di ghiacci eterni nel quale l’uomo si inserisce in maniera aliena e minacciosa per gli ecosistemi.

L’allestimento mette poi al centro la produzione di sculture in ceramica, sia a parete che da appoggio, create con piante raccolte da specifiche aree nei dintorni di Los Angeles e pressate dentro mattonelle di creta lavorate a mano.

L’indagine sulla natura come oggetto-soggetto dell’arte è completata da due video, nei quali emerge con maggior nitidezza il pensiero dell’artista.

Nel primo, Falls riprende la città di Los Angeles in uno dei rari giorni di pioggia: è questo l’unico momento nel quale le frenetiche attività antropiche sembrano avere un momento di pausa, lasciando le strade e i marciapiedi insolitamente liberi. Il secondo video, presentato in un’inedita versione tripartita, descrive nell’arco di una giornata la proiezione dell’ombra di alcuni alberi sulla facciata in cemento di una industria, insinuando una possibilità di lettura poetica di un edificio altrimenti freddo e meramente funzionale alla produzione di beni di consumo.

Galleria Civica, Trento e ADAC

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