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Pierluigi Vannozzi. Film impossible: Rodin e le gabbie di Bacon
Impossible perché tale sembra il dialogo tra Rodin e Bacon; e impossible è anche il brand delle pellicole a sviluppo immediato usate dall'autore al Museo Rodin.
Pierluigi Vannozzi, 2021
11 December 2021
16:30
Descrizione

Impossible perché tale sembra il dialogo tra Rodin e Bacon; e impossible è anche il brand delle pellicole a sviluppo immediato usate dall'autore al Museo Rodin.
Scrive Valeria Tassinari nel testo che accompagna la mostra: “Il museo parigino dedicato al più passionale degli scultori non poteva non accendere l’intuizione che ha portato Vannozzi subito al di là della visione, amplificando quel sentimento del corpo che in Rodin pulsa sotto la pelle, come un’entità divina in un reliquiario. Negli scatti fotografici realizzati durante la visita, spesso deviati sulle finestre per cercare i riflessi delle anatomie scolpite, tutto diventa meno nitido e più chiaro. Il filtro della foto impone di tenersi un pochino a distanza da quella bellezza che lascia attoniti, da quella maestria tecnica perturbante, da quel marmo dalle seduzioni tattili, perché funziona da spazio mentale di decantazione. Ma una volta in studio, dopo le rapide alchimie della stampa, la foto restituisce comunque bellezza, e allora è lei a prendere la mano, a guidare verso un nuovo scenario, dove i muscoli in torsione richiamano altre immagini in sovraimpressione, evanescenti e tuttavia potenti, di un’evidenza evocativa che non si riesce a respingere.
L’eco erotico e disperato della pittura di Bacon, che qui è arrivato per intuizione, si è aggrappato subito alla materia, al punto che ormai è difficile scindere i due livelli. Allora meglio tenersi tutto e costruire una nuova narrazione parallela, come talvolta nel cinema si montano frammenti di due storie per crearne una sola senza esplicitarne le relazioni; una storia possibile, proprio perché mai vera.”

Nato a Porretta terme (BO ) nel 1946, Pierluigi Vannozzi vive e lavora a Bologna. Inizia ad esporre negli anni ’70 nell’ambito del movimento legato all’Arte Analitica e Concettuale. Dalla fine degli anni ’70 la sua ricerca si rivolge prevalentemente all’utilizzo degli strumenti tecnologici, in particolare della Xerografia (di cui, con Bruno Munari, è uno dei primi sperimentatori in Italia), del video e del computer. È anche uno dei fondatori del Gruppo PostMachina con il quale si occupa anche dell’organizzazione di eventi culturali.
Il suo lavoro di ricerca sulla Xerografia è presente in diversi musei e collezioni a Cuenca, Brescia, Cento (FE), Taverna (CZ), Senigallia, Mülheim an der Ruhr, Parigi. Ha fatto parte del Groupe 90 (Art Electrographique International Paris) e dell’Associazione Italiana Fotografia Analogica (AIFAN). Le sue opere sono apparse in mostre personali e collettive in Italia e all’estero.
Negli ultimi anni il suo lavoro si è concentrato sulla fotografia istantanea mediante l’uso della Polaroid la cui immagine (aperta, smontata e lacerata), viene tradotta in materiale pittorico e forma plastica.

La mostra di Pierluigi Vannozzi
Film impossible. Rodin e le gabbie di Bacon
è a Lavì! City




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