Il museo immaginato.
Storie da trent’anni di Centro Pecci

Centro per l'Arte Contemporanea Luigi Pecci

22 settembre 2018 – 25 giugno 2019

Opening: 21 settembre ore 19

 

Il Centro per l’arte contemporanea Luigi Pecci compie trent’anni: per l’occasione, Il museo immaginato. Storie da trent’anni di Centro Pecci ne rilegge le vicende attraverso un percorso inedito di fatti, dati statistici, aneddoti, ricordi e opere scelte dalla sua collezione e dalla storia delle mostre, ideato dalla nuova direttrice Cristiana Perrella. Più che una celebrazione, un racconto in forma di autofiction, in cui la realtà di quanto accaduto si alterna a una visione immaginativa del museo che reinterpreta e configura il passato alla luce della sensibilità del presente, proiettandolo in un futuro possibile.
 
Prima istituzione dedicata al contemporaneo ad esser stata costruita ex novo in Italia, dalla sua inaugurazione il Centro Pecci si è distinto come centro di produzione culturale impegnato nella ricerca artistica in senso ampio: dal 1988 ha presentato oltre duecentocinquanta tra mostre di arte, design, moda, e un fitto programma di eventi legati alla letteratura, alla musica, alla performance e al teatro.
 
La mostra, che ripercorre le vicende che ne hanno segnato la storia - a partire dall’iniziativa di Enrico Pecci, industriale tessile pratese, che immagina il museo come dono alla città in memoria di suo figlio Luigi, trovando pronta risposta e collaborazione nel Comune di Prato e in altri imprenditori e cittadini - è composta da tre elementi principali.

Il primo, una timeline disegnata dallo studio grafico Sara De Bondt, racconta la successione di mostre, concerti, rassegne, festival, laboratori, talk ospitati dal museo in questi tre decenni e offre l’opportunità di mappare una sorta di DNA del museo attraverso materiali variegati: video, foto, documenti, tracce audio, poster, opere.
 
Il secondo elemento parte dall’analisi, sia statistica che semantica, dei dati dell’archivio, elaborati insieme al laboratorio MoSIS (Modelli e Sistemi Informativi Statistici) del PIN, Polo Universitario Città di Prato, e traccia una storia parallela e a tratti imprevista del museo. Un racconto fatto di numeri, come quello delle opere in collezione, delle mostre fatte, dei visitatori, degli artisti esposti (di cui si analizza anche provenienza geografica, età e identità di genere). Una lettura in filigrana della narrazione che il museo ha fatto di sé attraverso le parole e i costrutti linguistici scelti per comunicare la sua attività nelle centinaia di comunicati stampa diffusi negli anni, analizzati cercando di far emergere ed esplicitare come conoscenza e consapevolezza, l’informazione “nascosta” contenuta al loro interno. Si sono identificate aree concettuali, parole chiave e relazioni semantiche attraverso le nuove metodologie di text e content analysis.
 
La timeline e il risultato dell’analisi dei dati dell’archivio fanno da cornice concettuale per il terzo elemento della narrazione sul trentennale: un nuovo allestimento di una selezione di opere in gran parte provenienti dalla collezione del museo, scelte ripercorrendo la storia delle mostre principali tenutesi al Centro Pecci dal 1988. Opere come quelle di Zorio, Schnabel, Cucchi, Merz, Acconci, Morris, che segnano l’attenzione espositiva verso i grandi protagonisti dell’arte italiana e americana tra anni Ottanta e Novanta, a cui negli anni sono state dedicate significative monografiche. O quelle di John Coplans o Craigie Horsfield, che segnalano un interesse per la fotografia iniziato a partire dalla mostra Un’altra obiettività, curata da Chevrier e Lingwood nel 1989, centocinquantenario della nascita di questo mezzo artistico, e proseguita con personali di grandi autori come Robert Mapplethorpe e Nobuyoshi Araki. Altre linee di ricerca espresse attraverso le mostre rivelano una sensibilità specifica verso i cambiamenti epocali che interessano l’Europa sul finire del secondo millennio. Non a caso il Centro Pecci inaugura il 25 giugno 1988 proprio con una mostra intitolata Europe Now, a segnalare, attraverso opere come quelle di Michelangelo Pistoletto o Anish Kapoor, la fiducia e l’entusiasmo per il concetto di comunità culturale, prima che politica, dei paesi europei, che porterà pochi anni dopo alla firma del trattato di Maastricht. Sempre legata al clima sociopolitico europeo a cavallo tra gli anni Ottanta e gli anni Novanta è anche l’apertura all’arte dei paesi dell’Est, e in particolare della Russia post-sovietica, a cui il Centro Pecci dedica diverse mostre nel corso degli anni tra cui, molto tempestiva, Artisti russi contemporanei, nel 1990, da cui provengono opere in collezione come quelle di Ilya Kabakov. Negli anni, molta attenzione è data anche alle tendenze più nuove dell’arte italiana, con rassegne come Una scena emergente, del 1991, da cui proviene la grande opera di Stefano Arienti Cartoline, o Futurama, del 2000, in seguito alla quale è stato acquisito Aiuole di Massimo Bartolini, e alle installazioni ambientali, a partire dalla mostra Spazi ’88. La collezione del Centro annovera infatti numerose opere di grande respiro, come il lavoro di Mario Merz, La spirale appare o l’opera realizzata da Barbara Kruger sulla facciata di una fabbrica pratese come parte della mostra Inside/out curata da Ida Panicelli nel 1993, o ancora quella di Michael Lin, realizzata nel 2010, e quella di Thomas Hirshhorn, acquisita in occasione della mostra La fine del mondo nel 2016, che verranno riallestite proprio in occasione del trentennale. All’uso estensivo di tempo e spazio si riferisce anche l’attenzione alla performance e allo spettacolo dal vivo, testimoniata dal rifacimento della performance Che cos’è il fascismo di Fabio Mauri, presentata nel 1993, ancora parte di Inside/out o il lavoro di Kinkaleri, Otto, performance che sarà riattivata in occasione della mostra, o ancora quello di Jérôme Bel, presentato nel 2017. In occasione del trentennale nell’atrio del museo sarà installato un recente lavoro di Martin Creed (Wakefield, UK, 1968) Work No 2833: Don’t Worry, 2017.  Unica opera in mostra a non appartenere alla storia passata del museo, la grande scritta neon, con l’ironia tipica del suo autore,  costituisce un invito a guardare al futuro con fiducia.

Una programmazione multidisciplinare per il trentennale
Una storia di multidisciplinarietà e di dialogo, locale e internazionale, quella del Centro Pecci, che sarà ulteriormente arricchita dagli eventi che accompagneranno la celebrazione del trentennale:
 
Codice Colore, opere dalla collezione di Alessandro Grassi, una mostra a cura di Stefano Pezzato (in corso dal 7 settembre al 2 dicembre 2018) che mette in luce il significativo comodato accordato da Alessandro Grassi, tra i più rilevanti collezionisti italiani. Legato al territorio pratese, fu tra i primi sostenitori della Transavanguardia, convinto fautore della pittura postmoderna e della fotografia di area europea e americana.

Otto, la performance di Kinkaleri, a sedici anni dal suo debutto (Premio UBU 2002 come miglior spettacolo di teatro danza) la performance sarà riadattata per i nuovi spazi del Centro Pecci in collaborazione col Teatro Metastasio e presentata in anteprima in occasione dell’inaugurazione e riattivata ogni settimana il venerdì e la domenica fino al 21 ottobre.

RAID, una nuova performance di Marcello Maloberti, commissionata dal Centro Pecci in occasione della Giornata del Contemporaneo. Il 13 ottobre quest’anno AMACI dedica a Marcello Maloberti una mostra diffusa, che coinvolge tutti i musei della Associazione. L’artista è stato invitato a pensare a una performance in occasione della celebrazione del trentennale del museo e in particolare del nuovo allestimento della Collezione. RAID, avrà infatti luogo in tutte le sale del museo, in relazione alle opere che vi sono esposte.

The Second Summer of Love, una serie di film d’artista che racconta un altro anniversario riferito al 1988: quello dell’esplosione di musica elettronica e giovanile, iniziata in Gran Bretagna per poi espandersi in Europa e negli Stati Uniti. Alle radici della scena acid house e rave e al modo in cui questa rivoluzionò gli stili di vita giovanili con un impatto duraturo sulla cultura contemporanea, paragonabile a quello della controcultura anni Sessanta, si ispirano i lavori di Wu Tsang, Jeremy Deller e Josh Blaaberg. Commissionati e prodotti in collaborazione da Frieze e Gucci, i tre film sono presentati per la prima volta in Italia al Centro Pecci a partire da Into a Space of Love di Wu Tsang, che sarà proiettato dal 6 all’11 novembre, seguito poi da Josh Blaadberg (dal 13 al 18 novembre) e Jeremy Deller (dal 20 al 25 novembre). Nuovi spazi e nuove funzioni per un museo che cresce e cambia

Sotto la direzione di Cristiana Perrella, entrata in carica a marzo 2018, il Centro Pecci si presenta oggi in una nuova 'veste', sempre più accogliente e aperta alla città. Il trentennale è stato infatti inteso come l’occasione per rileggere e riattivare spazi e funzioni del Centro Pecci dopo l’ampliamento inaugurato nel 2016. Per la prima volta la struttura architettonica interna è pienamente visibile, liberata da partizioni interne e riaperta alla luce naturale che entra dai lucernari, in precedenza oscurati. Il segno razionalista di Italo Gamberini, autore del progetto del nucleo iniziale del museo, si incontra con la forma inaspettata, inusuale, dell’estensione progettata da Maurice Nio inaugurata due anni fa, in un dialogo aperto che mette in evidenza due modi opposti ma dialettici di concepire lo spazio, il primo ritmico, modulare, scandito da intersezioni ortogonali, l’altro fluido, sempre diverso, ricco di curve.
L’apertura del nuovo bar bistrò in occasione della celebrazione del trentennale, segna un passo decisivo nel recupero voluto da Perrella di importanti funzioni sociali del museo, che facevano parte dell’identità del Centro Pecci sin dalla sua fondazione: oltre al bar, luogo d’incontro lungamente atteso, il teatro all’aperto, 950 posti, restaurato e tornato in uso durante l’estate per il programma di concerti Pecci Summer Live; poi, a partire dal nuovo anno, le sale didattiche, che torneranno a ospitare il programma educational, progettato nelle sue linee fondanti da Bruno Munari e il CID, centro di documentazione e biblioteca, che sarà riaperto con orario prolungato e nuovi dipartimenti, come quello dedicato alle pubblicazioni su arte, architettura e design pensate per i bambini.
Tutto questo si aggiunge alle facilities già esistenti: il cinema, con programmazione giornaliera più rassegne e festival; un ristorante d’alta cucina, Myo dello chef Angiolo Barni; il bookshop, con una scelta di pubblicazioni legate alle mostre in corso e non solo.
Il Centro Pecci riconquista e rafforza così la sua identità, orientandola alle esigenze del futuro per cui un museo è sempre più un luogo di produzione culturale, di incontro di saperi e di linguaggi diversi, un luogo che risponde a molteplici esigenze, a molteplici pubblici. Una piazza della città, dove è possibile trascorrere del tempo non necessariamente solo per visitare mostre.

Nuovo canale Pecci Vintage per la Web Tv del Centro Pecci
In occasione del trentennale e nel quadro di un rilancio dell’attività della web tv del Centro Pecci, che presenta molteplici contenuti video relativi a mostre, talk, performance, concerti che hanno avuto luogo al Centro, verrà lanciato il nuovo canale Pecci Vintage in cui vengono pubblicati materiali video dall’archivio, restaurati e resi visibili per la prima volta, alcuni dei quali saranno inseriti nel contesto della mostra Il museo immaginato.


Firenze Card
Dal 6 settembre il Centro Pecci entra nel circuito di Firenze Card, il pass museale ufficiale della città di Firenze, confermando la propria vocazione di museo di arte contemporanea della vasta area metropolitana che comprende Firenze, Prato e Pistoia.


Il programma per l’anno 2019 sarà annunciato nel corso dell’autunno 2018.
 
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Credo che per avere un ruolo di peso sulla scena artistica, non solo italiana ma internazionale, sia importante partire dall’identità del Centro Pecci, da cosa è stato e da cosa può essere oggi in relazione al luogo in cui si trova e ai tempi che viviamo, con la capacità di preservare un’identità culturale, cogliere il momento storico, esprimere un discorso critico, produrre nuove idee. Non è facile, ma credo sia la grande sfida dei musei oggi: non sottostare a un’egemonia culturale ma esprimere una voce autonoma e riconoscibile che interroghi il presente, ponga domande.
Cristiana Perrella, Direttrice Centro per l'Arte Contemporanea Luigi Pecci di Prato


Fondazione per le Arti Contemporanee in Toscana
Il Centro per L’Arte Contemporanea Luigi Pecci è gestito dalla Fondazione per le Arti Contemporanee in Toscana. Attiva dal 2016 per la produzione, la conservazione, la valorizzazione e la promozione delle arti, dell’architettura e della cultura contemporanee, la Fondazione è stata costituita dal Comune di Prato e dall’Associazione Culturale Centro per l’Arte Contemporanea Luigi Pecci Prato che ne sono fondatori promotori, ed è sostenuta dalla Regione Toscana.

Cristiana Perrella
Curatrice e critica d’arte, Cristiana Perrella ha diretto dal 1998 al 2008 il Contemporary Arts Programme della British School at Rome. In seguito, come curatrice indipendente ha collaborato con istituzioni italiane e internazionali, tra cui il MAXXI, Roma, per cui ha collaborato dal 2010 al 2016, Museo Riso, Palermo, dal 2008 al 2012, la Fondazione Marino Golinelli, Bologna, dal 2008 al 2017, la Fondazione Prada, Milano. È docente di Fenomenologia dell’arte contemporanea, dal 2003 al 2009 all’Università di Chieti, dal 2010 allo IED di Roma. Da marzo 2018 è direttrice del Centro per l'Arte Contemporanea Luigi Pecci di Prato. 

Il museo immaginato.
Storie da trent’anni di Centro Pecci
A cura di Cristiana Perrella
In collaborazione con Viola Casaglieri, Raffaele Di Vaia, Irene Innocente, Elena Magini, Marta Papini, Maria Teresa Soldani

22 settembre 2018 – 25 giugno 2019
Press preview: 21 settembre, ore 12
Opening: 21 settembre, ore 19

Centro per l'Arte Contemporanea Luigi Pecci
Fondazione per le Arti Contemporanee in Toscana
Viale della Repubblica 277 – Prato

Nuovi orari d'apertura: tutti i giorni 10-20, venerdì e sabato 10-23
Lunedì chiuso

INFO
Ufficio Stampa Centro Pecci
Ivan Aiazzi – T. 0574-531828 I.aiazzi@centropecci.it


Pickles PR
Maria Cristina Giusti
cristina@picklespr.com
+39 339 8090604

Enrichetta Cardinale
enrichetta@picklespr.com
+34 656956672


www.centropecci.it
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Le attività del Centro Pecci sono sostenute da:
Comune di Prato e Regione Toscana

Energy Partner: Estra S.p.A.
Sponsor tecnico: Unicoop Firenze
Vettore ufficiale: Trenitalia S.p.A.