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Ariel and His Cats
Siamo felici di annunciare la prima personale dell'artista svizzera Zilla Leutenegger in Italia.
Zilla Leutenegger, Papa bear chair, 2021 courtesy Monica De Cardenas Milano
11 dicembre 2021
11:00 – 19:00
Descrizione

L’artista porterà negli spazi della galleria un’accurata selezione di opere ispirate dalla disposizione e dal carattere domestico degli ambienti della sede di Milano. Realizzate unendo diversi media, le opere in mostra riflettono l'intera gamma del suo repertorio artistico. Zilla presenterà due installazioni multimediali che combinano una proiezione video con una scultura e un disegno a parete, delle fusioni in bronzo e un ciclo di nuovi monotipi di piccolo e grande formato.

Questi monotipi inediti apriranno la mostra: si tratta di immagini dipinte su vetro con colori ad olio e successivamente impresse su carta fatta a mano con una pressione che arriva a 16 tonnellate. Zilla crea così delle opere uniche, caratterizzate da un delicato gioco di colori, superfici, luci e ombre, nella cui luminosità soffusa ma potente vediamo dei mobili su cui troneggiano, maestosi ed eleganti, dei gatti che ci osservano. Questo ciclo è interpretabile nel contesto della storia più recente: attendere, sopportare, sedersi, stare a casa; l’animale domestico aspetta il padrone e in sua assenza anima lo spazio.
Accanto ai monotipi, nelle stanze ci saranno tre sculture di gatti in bronzo e una selezione di mobili di design, che estendono la narrazione dalla seconda alla terza dimensione. Questa transizione è particolarmente importante per l’artista: il disegno dialoga con lo spazio reale, come se si espandesse nella stanza - o noi entrassimo nel disegno.

Dalla terza stanza si diffondono morbide note musicali che provengono dall’installazione Stoneway: un piccolo pianoforte a coda in cemento getta la sua ombra sul muro alla luce di un proiettore, dove viene suonato dall’ombra di una mano che sembra provenire dal nulla e intona le prime note del famigerato Concerto per pianoforte n. 3 di Sergei Rachmaninoff. La mano fantasma è in realtà la mano di Zilla, lei stessa abbozza l'inizio di "Rach 3”, nonostante non sappia suonare. Per Zilla, il pianoforte è anche una macchina della memoria che la riporta allo strumento della madre, il cui suono ha permeato la sua infanzia.
Forse la predilezione per le ombre, che si manifesta in questo e altri lavori, rimanda al suo nome di battesimo: Zilla, in ebraico, significa "ombra".
Nell’ultima sala Leutenegger presenta l’inedita installazione Arco, concepita appositamente per questo luogo. L’opera è composta da un disegno a parete, una poltroncina e una proiezione video; in questo lavoro, come in altri, l’artista rende visibile in modo poetico lo scorrere del tempo. Ad Arco si unisce l'opera Spiegelbar (Bar a specchio), in cui la tecnica del monotipo è applicata alla lamiera d'acciaio lucida e piegata.

Ma chi è questo Ariel con i suoi gatti? Esiste Ariel? È una persona che abita in questo appartamento immaginario? È presente o assente? È appena uscito o rientrato da poco?
Ci sono risposte chiare a queste domande?
– Max Küng

Monica De Cardenas
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Via Francesco Viganò 4, 20124, Milano, MI, Italy