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Il Masgalano sospeso di Chiara Tambani
Ad un anno dal Masgalano di Chiara Tambani
Chiara Tambani
11 dicembre 2021
09:00 – 18:00
Esposizione digitale sito internet museo Santa Maria della Scala Siena
Descrizione

Per un’artista, un’opera d’arte è come una storia d’amore e dunque per capirla ed
apprezzarla vanno osservati, studiati e assorbiti tutti quei particolari che hanno
portato alla sua realizzazione. Gesti e simboli invisibili al distratto sguardo che si
ferma alla sola sostanza. Scrutando bene sotto, c’è qualcosa che traspare e che Chiara
con queste immagini tenta, in maniera misurata ma intensa, di svelare. E’difficile per
uno scultore, che di per sé è abituato ad esprimersi con la realtà tridimensionale, così
diversa in ogni sua sfaccettatura, manifestarsi con una dialettica opposta. Ma il
racconto che andiamo a leggere è una mappa, quasi una ricerca interiore che Chiara
regala allo spettatore di qualcosa che è già stato compiuto e che quindi è privato dello
stupore e si sublima nel ricordo di ciò che è stato. Questo oggetto, voluto e amato,
prezioso nella materia ma umile nella forma, racconta anche un’altra storia, quella di
un’artista che nel pieno della sua maturità realizza un’aspirazione e lo fa incastrando,
come in un puzzle, i tasselli delle sue esperienze creative, che virano e si intersecano
come in un vortice, fino a svelarsi. Timidamente, ma con caparbietà, due tratti che la
caratterizzano. Chiara conduce la sua opera, abbracciandola, verso la secolare
istituzione centro di accoglienza e solidarietà cittadina che è il millenario Ospedale di
Santa Maria della Scala. Il tema della leggenda del beato Sorore ha sicuramente
influenzato l’artista e così la Scala, simbolo di ascesa celeste e di rinascita interiore. Il
suo viaggio si esemplifica attraverso una forma data dai due palazzi che si riflettono e
che formano una via che potrebbe essere sia attraverso il cielo ma anche attraverso il
mare, con una barchetta che ha il compito di traghettare il pesante fardello. La
seconda immagine racconta l’orgoglio, la gratitudine e gli affetti che per umiltà fa
convergere nell’opera e non su sé stessa. I fiori sono l’omaggio delle donne della sua
Contrada, la sua gente, amata e che vuol rendere orgogliosa. Proseguendo, nel cielo
di Chiara, o nei suoi sogni, volano liberi come lampi notturni i riferimenti emotivi da
cui ha tratto energia: la sua Contrada e quella della sua amatissima madre, le prove
pittoriche, gli stati di avanzamento del prezioso bacile, il nido, cellula primordiale
delle antiche comunità, tema a lei caro. Nell’ultima immagine scorgo il complesso
intreccio di sentimenti scaturiti dal mettersi in gioco: la paura, la pesantezza, il fluire
pulsante dei sentimenti che escono dalla materia, il timore. E come nelle storie
d’amore più complesse, in cui i ruoli si ribaltano e si amplificano, si sdoppiano e si
separano nuovamente ecco l’immagine che mostra lo stato d’animo di Chiara davanti
all’ambita committenza: un sentirsi piccola davanti al maestoso miracolo della
creazione che le ha fatto scalare un sogno e che è proprio di ogni vero artista:
sublimarsi nell’opera e diventare tramite di essa. Una sfida con il proprio talento a
parere m

Santa Maria della Scala
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Piazza del Duomo 1, 53100, Siena, Siena, Italy