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GIUSEPPE CHIARI | LA LUCE
Installazione audiovisiva da una partitura del 1966 per la GDC18
A cura di: Tempo Reale
Tempo Reale, GIUSEPPE CHIARI, LA LUCE © Giulia Sarno
Tempo Reale, GIUSEPPE CHIARI, LA LUCE © Giulia Sarno
Tempo Reale, GIUSEPPE CHIARI, LA LUCE © Claudia Cataldi
Tempo Reale, GIUSEPPE CHIARI, LA LUCE © Claudia Cataldi
Tempo Reale, GIUSEPPE CHIARI, LA LUCE © Claudia Cataldi
Tempo Reale, GIUSEPPE CHIARI, LA LUCE © Giulia Sarno
8 ottobre 2022
10:00 – 18:00
Descrizione

Sabato 8 ottobre 2022 il Museo del Novecento e del Contemporaneo di Palazzo Fabroni partecipa alla diciottesima edizione della GIORNATA DEL CONTEMPORANEO promossa da AMACI con GIUSEPPE CHIARI | LA LUCE, un’installazione audiovisiva progettata da Tempo Reale interpretando una partitura originale di Giuseppe Chiari, La luce, del 1966.

 

L’installazione, della durata di 15 minuti, è attiva ogni mezz’ora dalle ore 10.30 alle ore 17.30. L’accesso è libero per piccoli gruppi di persone.

Il museo è aperto con ingresso gratuito dalle ore 10.00 alle ore 18.00.

 

L'installazione presentata a Palazzo Fabroni è una versione inedita e site-specific del lavoro: un’esplorazione nuova di quest’opera minimalista ante litteram del grande artista/musicista, concepita con una serie di criteri per la parte luminosa e per quella sonora diversi dagli studi precedenti e, per l’occasione, riadattata per le sale di Palazzo Fabroni grazie anche al sostegno della Regione Toscana nell’ambito del progetto “Toscanaincontemporanea2022”. La presenza nella collezione permanente del museo di una sala dedicata a Giuseppe Chiari rafforza ulteriormente l’obiettivo della progettazione artistica di iniziative pensate in stretta collaborazione e realizzate specificamente per gli spazi dell’arte, così come su tematiche comuni e di ampio respiro culturale. In particolare, in linea con i temi guida di questa edizione della Giornata del Contemporaneo, l'ecologia e la sostenibilità, un'opera come GIUSEPPE CHIARI | LA LUCE propone una riflessione ascrivibile anche a un'idea moderna di ecologia acustica, in cui il fruitore è invitato a immergersi nel buio e nel silenzio come esperienze di valore.

 

Per circa 15 minuti un piccolo gruppo di persone è totalmente immerso in un dialogo tra gesti di rumore e silenzio, di luce e buio, che innesca una riflessione sul significato stesso della musica. Una partitura sonora e luminosa determina l’attivazione di altoparlanti e sorgenti di luce, creando un preciso percorso drammaturgico.

 

Il progetto luminoso e sonoro è di Agnese Banti e Francesco Giomi; la tecnica è di Francesco Canavese e Leonardo Rubboli. L’installazione audiovisiva è una produzione di Tempo Reale in collaborazione con Frittelli Arte Contemporanea. Sono partner del progetto, inoltre, la Città Metropolitana di Firenze, il Comune di Firenze e il Ministero della Cultura.

 

L’installazione è stata presentata a Torino alla Pinacoteca Agnelli in occasione di Artissima 2018, a Firenze al Teatro del Maggio Musicale Fiorentino in occasione del ciclo Maggio Elettrico 2019, a Reggio Emilia al Teatro Valli in occasione di Festival Aperto 2019 e a Milano presso la Fabbrica del Vapore in occasione di Vapore d’Estate 2022.

 

La Luce è un’opera realizzata nel 1966 da Giuseppe Chiari (1926-2007), pianista, compositore e artista visivo fiorentino. Dagli anni Sessanta Chiari è stato una delle figure più vivaci e influenti della scena artistica e musicale italiana e internazionale, e ha contribuito con i suoi lavori al superamento delle categorie estetiche tradizionali e all’affermazione di una visione multimediale dell’opera d’arte.

Appartenente al movimento Fluxus, Chiari ha portato avanti la propria ricerca artistica mettendo in relazione piani espressivi diversi, come l’immagine, il suono, e il gesto/azione. I suoi lavori, infatti, possono essere letti come sistemi complessi e la loro natura non si esaurisce in oggetti specifici (testi, poesie, manifesti, opere visive, partiture). Ad esempio, sono molti i casi in cui Chiari scrive testi intendendoli come partiture sonore e performative: senza scrivere pentagrammi o notazioni musicali, indica delle azioni da compiere – spesso corredate da indicazioni sugli spazi e da suggestioni visive – al fine di ottenere risultati sonori e gestuali. È il caso di lavori come Pezzo per foglio (1964), Suonare la stanza (1968), Teatrino (1963), e molti altri. Chiari non ha mai esplicitato che La Luce fosse una partitura musicale e visiva, o meglio, audiovisiva: si tratta di un testo pubblicato nel volume Musica madre (Milano, Giampaolo Prearo Editore, 1973) ma anche realizzato, in lingua inglese, in forma di quadro da esporre in una galleria o in un’abitazione privata. Eppure, la sua natura suggerisce molto altro. Il testo presenta undici combinazioni possibili di silenzio/rumore (colonna di sinistra) e buio/luce (colonna di destra). Queste combinazioni offrono una struttura che può essere intesa come griglia per organizzare eventi di luce e di suono. La scelta dei suoni e delle luci – compresa la loro disposizione nello spazio e la loro drammaturgia – è quindi aperta e completamente lasciata agli interpreti dell’opera.

 

TEMPO REALE

Fondato da Luciano Berio a Firenze nel 1987, Tempo Reale Centro di ricerca produzione e didattica musicale è oggi uno dei principali punti di riferimento per la ricerca, la produzione e la formazione nel campo del suono e delle nuove tecnologie musicali. Dopo la sua costituzione il Centro è stato impegnato nella realizzazione delle opere di Berio, che lo hanno portato a lavorare nei più prestigiosi contesti concertistici di tutto il mondo. Lo sviluppo di criteri di qualità e creatività derivati da queste esperienze si è riverberato nel lavoro condotto continuativamente tanto con compositori e artisti affermati quanto con giovani musicisti emergenti. I temi principali della ricerca riflettono un’idea di poliedricità che da sempre caratterizza le scelte e le iniziative di Tempo Reale: l’ideazione di eventi musicali di grande spessore, lo studio sul paesaggio sonoro e sull’elaborazione del suono dal vivo, le esperienze di interazione tra suono e spazio, la sinergia tra creatività, competenza scientifica, rigore esecutivo e didattico. Nel 2008 è stato fondato il Tempo Reale Festival, una regolare iniziativa di concerti, performance e spettacoli dedicati alla musica di ricerca. Dal 2013 Tempo Reale è Ente di Rilevanza per lo Spettacolo dal Vivo della Regione Toscana; dal 2018 è membro italiano della International Confederation of Electroacoustic Music. La vocazione territoriale del Centro lo porta a relazionarsi con istituzioni culturali e realtà che lavorano nell’ambito della musica di ricerca e delle esperienze più innovative del suono e delle sue relazioni con le altre arti.

Per saperne di più: https://temporeale.it/

 

Contatto
Museo del Novecento e del Contemporaneo di Palazzo Fabroni
via Sant'Andrea 18, 51100, Pistoia, PT
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