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Enzo Lisi. Orizzonte degli eventi
Un’antologica, un'esposizione che si rapporta con uno spazio libero e pieno di condizionamenti, lontano dalla sacralità del museo istituzionale, il museo contemporaneo.
Enzo Lisi
8 ottobre 2022
19:00 – 22:00
Evento di chiusura dell'esposizione
Descrizione

Nella settimana in cui si celebra il “contemporaneo” abbiamo voluto prorogare l'esposizione di Enzo Lisi per portarla ulteriormente all'attenzione di un pubblico più vasto; quello del modo della scuola che appunto riparte a settembre anche con la possibilità ritrovata, di consentire visite guidate agli studenti delle scuole superiori, degli istituti di formazione e delle Università del territorio. I giovani sono il motore del contemporaneo, sono la linfa vitale da raggiungere per raccordarsi con le politiche artistiche e il lavoro di Enzo Lisi nella scuola, prima da studente (ecco il senso di un'antologica di un artista vivente) e poi da insegnante di quel Liceo Artistico di Latina che ha visto emergere e tramandarsi anche il messaggio artistico di Claudio Cintoli e altri artisti contemporanei che hanno avviato la generazione della Scuola Pontina. Questa esposizione “da il LA” ad un ciclo di eventi che si svolgeranno al MADXI di Tor Tre Ponti su tema. Nel museo è presente anche una collezione permanente dell'artista Sergio Ban (recentemente scomparso) che ha fortemente influenzato insieme a Lisi e diversi altri importanti autori locali, questa componente culturale pontina.
Il critico Daniele Fiacco sostiene che il linguaggio di Enzo è “(...) un compenetrarsi di riflessioni che evadono sensibilmente dal semplice alternasi di domande e risposte che restano aderenti ma chiuse. Tutte le questioni quindi restano aperte e il tentativo dell'intero studio è quello di cogliere il lavoro di Lisi nel suo farsi, nel suo snodarsi nel tempo. L'idea del corpo e del dislocamento sono centrali, sono dei punti di irradiazione critica. Il dislocamento di cui si parla non si riferisce solo alla simultaneità dei punti di vista, al ricomporre sul piano della tela una pluralità di scorci che appaiono come possibile realtà del mondo, e non consiste nemmeno nella presenza corale degli altri, che, anche loro ridotti a ombre e riflessi, sono posti in modo non gerarchico sullo stesso piano dell’artista come punti di vista autonomi. L'immagine che Lisi ripropone allo sguardo è dislocata rispetto al vedere stesso, poiché suggerisce qualcosa che è oltre la percezione dei soli occhi. Il corpo riattiva un contatto con lo spazio, non si sente respinto, non si sente estraneo: è una dimensione allargata che ingloba il vissuto ed estende il confine del suo sentire, a sua volta smembrandosi e disperdendosi sotto forma di ombre e riflessi che si imprimono sulle cose come pelli dotate di una nuova sensibilità. Il “vedere” è un aspetto marginale che non può essere isolato, poiché si inserisce nell’insieme delle facoltà che permettono all’artista di leggersi nel mondo. Lo sguardo, quindi, suggerisce qualcos’altro, che si dà come dislocato rispetto agli occhi poiché partecipe della totalità corporea (...)”.

Fabio D'Achille direttore artistico del MADXI Museo Contemporaneo di Latina

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