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3 Titoli
TO DISPLAY - meglio di una mostra c’è solo la messa in mostra; SOTTO SOTTO CONTROLLO - resistere, resistere, resistere, resistere, cedere; RIESUMAZIONI
3 TITOLI, veduta parziale della mostra, © unFORMuless Studio, courtesy Fondazione SoutHeritage
8 ottobre 2022
17:00 – 20:00
visita a piedi nudi
Descrizione

Fondazione SoutHeritage quale istituzione animata dalla volontà di adattarsi a nuovi significati e metodi dell’arte contemporanea promuove, con il supporto di un curatorio composto da Vincenzo Santarcangelo (filosofo), Fabio Vito Lacertosa (musicista e curatore) e Alfonso Guida (poeta) un progetto espositivo dedicato a questionare il ruolo del pubblico dell’arte contemporanea e il suo percorso di fruizione attraverso le opere artisti quali: Ceal Floyer, Ignoto Frescante Meridionale (XVII sec.?), Gino De Dominicis, Marie Lund & Nina Beier, François Morellet, General Idea (Felix Partz, Jorge Zontal, AA Bronson). L’obiettivo è quello di creare un momento di dialogo, confronto e ricerca, sull’accesso all’arte contemporanea e ai suoi valori, sullo spettatore dell’arte visiva dei nostri giorni e sul formato mostra come organizzazione di un contesto di esperienza per il pubblico.
Con questi elementi il progetto espositivo attraverso i suoi 3 titoli presenta potenzialmente tre diverse chiavi di lettura di una stessa mostra, tre ipotesi interpretative a firma di 3 autori diversi, grazie alle quali leggere, rileggere e raccontare una mostra, poiché ogni titolo contribuisce a introdurre una logica diversa nella lettura dell’esposizione e dello spazio espositivo. Gli spettatori, secondo il titolo scelto, sono invitati e accompagnati dai mediatori della fondazione sulle sue suggestioni a ri-scrivere la propria “visione” rimescolando concettualmente i materiali esposti per creare nuovi collegamenti semantici e nuove narrazioni.
In questo quadro, le opere in mostra sono dunque intese come appunti o suggerimenti che cercano di esplorare differenti aspetti, collegamenti, coincidenze e discrepanze. Esse infatti, grazie anche ad un concetto di campionatura di alcune forme di visualizzazione alla base di numerose produzioni artistiche contemporanee (pittura, installazione, performance), mirano alla strutturazione di una mostra non solo intesa come ostensione di opere e riflessione su vari linguaggi, ma soprattutto come esperienza di autoformazione del pubblico che rimanda ad una visione più aperta e consapevole della proposta culturale.
Con la rinuncia curatoriale a stabilire un metodo di lettura univoco della mostra, il progetto si presenta come un formato espositivo che, partendo da alcune opere-testimonianza già rubricate e/o storicizzate, diventa il terreno per promuovere una maggiore comprensione dell’arte e un rapporto con una cittadinanza che necessita di essere documentata sui linguaggi del contemporaneo.

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