Il 4 ottobre, si conclude la mostra diffusa "A riva" installata sul lungolago di Cannobio, città sulla sponda piemontese del Lago Maggiore. L’intervento urbano presenta le installazioni di Joshua Venturino, Alberto Montorfano e Umberto Pellini, e l’atto performativo pensato da Giuliana Paolino e Cecilia Carmine.
Partendo dall’immagine di un pontile semisommerso, gli artisti indagano il rapporto con l’Altro. "A riva" vuole abitare lo spazio di mezzo, la costa, la soglia tra l’acqua e la terraferma. Dalla spiaggia lo sguardo inevitabilmente si dirige verso il lago, che nelle sue acque torbide custodisce storie e linguaggi segreti. Qui l’atto di osservare diventa un esercizio di paziente attesa, trasformando il lungolago in un dispositivo percettivo, capace di amplificare i segnali che arrivano dall’acqua e dai venti. Il percorso della mostra è la strada più frequentata dai turisti, la cui presenza scandisce il ritmo della città e ne influenza la vitalità.
In un momento di transizione, tra i mesi caldi e l’inverno, "A riva" invita a coltivare un’attitudine di attesa per ripensare la relazione con l’alterità. L’approdo diventa così uno spazio ricettivo, che accoglie gli stimoli provenienti dal lago e dalla gente, nel tentativo di scorgere ciò che, sul fondale si muove invisibile al nostro sguardo.