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Museums at the "Post-Digital" Turn

Museo Ventuno: una piattaforma di ricerca sui musei del ventunesimo secolo

 

Museums at the “Post-Digital” Turn (I musei alla svolta “post-digital") è un convegno internazionale organizzato da AMACI - Associazione dei Musei d’Arte Contemporanea Italiani e OGR - Officine Grandi Riparazioni di Torino per affrontare una riflessione trasversale sui musei d’arte contemporanea e sui cambiamenti radicali nei modi di produrre e fruire le opere d’arte.

Il convegno è un progetto di AMACI, a cura di Lorenzo Giusti (membro del consiglio direttivo AMACI e Direttore del Museo MAN di Nuoro) e Nicola Riccardi (Direttore artistico delle OGR di Torino), organizzato nell’ambito di Museo Ventuno, una nuova piattaforma di ricerca dedicata alle trasformazioni dei musei d’arte contemporanea. La rivoluzione tecnologica ha posto le istituzioni culturali di fronte ad una sfida generazionale che le invita a riscrivere il proprio ruolo e ad aggiornare le proprie pratiche operative. Il convegno vuole affrontare un aspetto cruciale del nostro tempo, che ha portato ad un cambiamento radicale nei modi di produrre e fruire le opere d’arte, mettendo il museo d’arte contemporanea di fronte alla necessità di riflessione approfondita e trasversale.

 

 

Foto di Max Zarri

 

Nell’ultimo decennio le connessioni tra reti e la realtà digitale sono diventati elementi effettivi della vita quotidiana. Tali dimensioni sono state naturalizzate nel nostro modo di pensare l’esistenza, in una visione del mondo che ingloba la totalità del vivere contemporaneo, dal rapporto con gli oggetti alla strutturazione ramificata delle dinamiche sociali. L’arte e il suo sistema hanno recepito questo mutamento - la cosiddetta “svolta post-digitale”- avviando un processo di trasformazione sostanziale. La condivisione in tempo reale di immagini e informazioni attraverso dispositivi digitali ha portato a una sempre maggiore radicalizzazione della pratica artistica, minando il concetto di unicità a favore di un principio di “interconnessione”.

 

Oggi, la visione “online” quasi sempre anticipa quella del vero (anzi, a volte la sostituisce completamente), e un numero sempre maggiore di opere d’arte viene creato in modo specifico per essere fruito attraverso lo schermo. Le conseguenze di questo fenomeno di moltiplicazione e diffusione mettono in discussione le convenzioni espositive, le dinamiche della mediazione e i ritmi di produzione e legittimazione delle piattaforme tradizionali, a favore di processi più immediati. Il consenso, ottenibile molto più rapidamente che in passato, sembra essere sempre meno espressione di giudizi elaborati e sempre più un problema collettivo di visibilità, di sopravvivenza dell’immagine all’interno del web. Una sfera, quella online, che, in relazione al processo di progressiva integrazione tra spazio fisico e digitale,emerge sempre più come luogo materiale: non una zona virtuale, un’ alternativa alla realtà, ma qualcosa di concreto che permea il nostro quotidiano. Non sorprende dunque che all’ incursione dei network digitali nelle diverse fasi di produzione e fruizione dell’ opera d’arte non stia corrispondendo una nuova fase del percorso di dematerializzazione avviato dalle neoavanguardie, bensì una reinterpretazione del pensiero realista e materialista - da parte di artisti, critici e curatori - in alternativa agli approcci postmodernisti e post-strutturalisti.

 

All’interno di questa cornice di riferimento, il convegno intende porre alcuni quesiti fondamentali: Cosa ha in serbo per il museo? Che ruolo può giocare il museo come istituzione nello spazio fisico web? Quali cambiamenti sono in atto nelle pratiche curatoriali, nelle strategie espositive, nelle politiche di raccolta, collezionismo e conservazione, nelle tecniche di mediazione e nei sistemi di insegnamento? Come è cambiata la relazione con il pubblico e quanto continuerà a cambiare negli anni a venire? Quali risultati - in termini di consenso, incidenza, capacità persuasiva e critica dei progetti museali - è giusto aspettarsi da un sistema di fruizione e ratifica sempre più “esternalizzato”? Quale ruolo potrà giocare la storia dell’arte negli anni a venire e in che modo dialogherà con l’azione sempre più fluida dei musei?

 

Il convegno è realizzato con il patrocinio della Rappresentanza in Italia della Commissione europea, del Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo, di ICOM Italia, della Regione Piemonte e del Comune di Torino.

 

 


 

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