Passione. 12 progetti per l'arte italiana

23/02/2019 - 08/09/2019

Per un intero semestre, la mostra occuperà entrambe le gallerie dedicate alle esposizioni temporanee, al primo e al secondo piano. Scandito da diversi momenti e sezioni, Passione è un grande progetto dedicato alla Fondazione VAF, la più ampia collezione in deposito al Mart. Tra le più importanti raccolte mondiali, la Fondazione tedesca nasce da una grande passione per l’arte italiana.
Il percorso espositivo individua 12 linee di indagine, distinte ma permeabili, sulla pittura e la scultura del XX secolo. Le varie sezioni che si diramano contribuiranno a creare una fitta trama di relazioni che metterà in evidenza la ricchezza di indirizzi della ricerca artistica italiana.
In mostra oltre 250 opere tra cui i capolavori dei maggiori Maestri moderni e contemporanei: Medardo Rosso, Carlo Carrà, Giorgio de Chirico, Alberto Savinio, Massimo Campigli, Felice Casorati, Renato Guttuso, Ettore Colla, Agostino Bonalumi, Giuseppe Uncini.

VIII edizione Premio Fondazione VAF
16 marzo - 12 maggio 2019

Tra i 12 progetti di Passione spicca la prima tappa del prestigioso Premio VAF assegnato dalla Fondazione tedesca ad artisti italiani under 40. Venerdì 15 marzo, in occasione della preview della mostra che vede esporre i finalisti di questa edizione, verrà proclamato l’atteso vincitore.
I partecipanti sono Nico Angiuli, Davide Balossi, Giulia Berra, Martina Brugnara, Nina Carini, Federica di Carlo, Andrea Fontanari, Giovanni Gasparro, Silvia Giambrone, Emanuele Giuffrida, J&Peg, Dario Maglionico, Domenico Antonio Mancini, Michele Parisi, Susanna Pozzoli, Tania Brassesco & Lazlo Passi Norberto.
Durante l’estate il Premio sarà presentato in Germania, presso la Stadtgalerie Kiel.

www.mart.tn.it

Ex post. Laurina Paperina | Rolando Tessadri | Luca Coser | Christian Fogarolli

17/11/2018 - 03/03/2019

Una mostra collettiva e quattro monografie presentano i primi protagonisti di un progetto di ricerca pluriennale

Ex post riunisce nelle sale della Galleria Civica quattro importanti nomi dell’ADAC, l’Archivio trentino Documentazione Artisti Contemporanei: uno strumento nato negli anni Novanta su idea di Diego Mazzonelli, con l’obiettivo di monitorare e valorizzare le esperienze del territorio.
Giunto a Trento nel 2013, nella terza sede del Mart, l’archivio costituisce oggi un’indispensabile fonte di conoscenza sull’arte degli ultimi trent’anni e riveste un ruolo centrale nel dibattito critico. Degli oltre 550 artisti documentati, quattro sono stati selezionati per aprire la nuova collana dei Quaderni ADAC: una serie di pubblicazioni monografiche dedicate ad alcuni tra i nomi più rilevanti del panorama contemporaneo, realizzate con il contributo di curatori, storici dell’arte e studiosi.
La mostra trae origine dal progetto editoriale ed è uno sguardo focalizzato sulle opere più recenti dei suoi protagonisti, diversi per esperienze e per tipologie di ricerca: Laurina Paperina (1980), in bilico fra riferimenti alla cultura alta e alla società del consumo di massa; Rolando Tessadri (1968), rappresentante di nuova generazione della pittura analitica; Luca Coser (1965), artista e intellettuale che lavora sul confine tra l’immagine e la sua negazione; Christian Fogarolli (1983), impegnato in un’indagine tra arte, psicologia e scienze mediche.

A cura di Gabriele Lorenzoni

Galleria Civica, Trento e ADAC
Via Belenzani, 44
38122 Trento
T. +39 0461 985511
civica@mart.tn.it
 

Nathalie Djurberg & Hans Berg

06/10/2018 - 27/01/2019

Vincitrice del Leone d’Argento e del Carnegie Art Award, presente nelle maggiori collezioni del mondo, tra le protagoniste dell’arte contemporanea del Nord Europa, la svedese Nathalie Djurberg ha esposto nelle più importanti istituzioni internazionali, tra cui Tate Britain, P.S.1 di New York, Walker Art Center di Minneapolis, 21st Century Minsheng Art Museum di Shanghai e Fondazione Prada di Milano.
Da anni Djurberg collabora con Hans Berg, musicista, produttore e compositore, particolarmente noto negli ambienti dell’elettronica e della sperimentazione. Insieme i due artisti costruiscono grandi installazioni immersive, veri e propri paesaggi dell’assurdo che indagano le dinamiche e le contraddizioni del nostro tempo. Tra ironia e paradosso i due artisti mettono in scena taglienti allegorie dei sentimenti più viscerali e grotteschi: gelosia, vendetta, cupidigia e lussuria.
Seconda tappa del progetto che coinvolge Moderna Museet e Schirn Kunsthalle, l’esposizione è la più ampia rassegna mai realizzata dedicata al duo svedese.

La mostra è prodotta da Moderna Museet in collaborazione con Mart e Schirn Kunsthalle Frankfurt.

mart.tn.it/djurberg&berg

 

 

Vicino. Non qui

Percorsi di creatività trentina

14/07/2018 - 14/10/2018
Vicino. Non qui. porta a Trento alcuni creativi trentini, di nascita o di origine, che hanno costruito la propria carriera internazionale in altri contesti territoriali, in Italia e all’estero.

Ideato dall’artista trentino Luca Coser, docente all’Accademia di Belle Arti di Brera, con i curatori della Galleria Civica, il progetto espositivo presenta le ricerche di chi si trova ad abitare – idealmente e fisicamente – in un altrove non solo geografico.
Nati tra il 1943 e il 1989, gli autori vivono e operano in Belgio, Francia, Germania, Italia, Regno Unito, Spagna, Svezia, Brasile, Canada, Stati Uniti, e hanno partecipato a rassegne e manifestazioni internazionali. Le opere in mostra sono realizzate con una molteplicità di tecniche e di linguaggi. Ne risulta un racconto a più voci, che svela l’eterogeneità di identità ed esperienze creative.
Come in un viaggio, il percorso è scandito da punti di accesso, di transito, di sosta, messi in luce dall’allestimento progettato dal collettivo di architetti Campomarzio.

In mostra lavori di:

Cinzia Angelini, Carmelo Arnoldin, Fabrizio Barozzi, Marco Dalbosco, Veronica de Giovanelli, Anna de Manincor, Loredana Dordi, Piermario Dorigatti, Giancarlo Ferrari, Matteo Franceschini, Micol Grazioli, Flavio Marzadro, Valentina Miorandi, Andrea Pallaoro, Rafael Pareja, Matteo Peterlini, Mariella Poli, Matteo Rosa, Giacomo Sartori, Gino Tavernini, Antonello Veneri.

Galleria Civica, Trento e ADAC
Via Belenzani, 44
38122 Trento
T. +39 0461 985511
civica@mart.tn.it
www.mart.trento.it

 

Gianfranco Baruchello

19/05/2018 - 16/09/2018

La mostra ideata con Gianfranco Baruchello (Livorno, 1924) ripercorre la ricerca di un autore che ha operato oltre i confini tradizionali dell’arte, mettendo in discussione sistemi e convenzioni culturali. Sperimentatore di linguaggi e tecniche, Baruchello ha avviato la sua attività alla fine degli anni Cinquanta ripensando il mezzo pittorico, praticando l’accostamento, l’assemblaggio, la scrittura, la riduzione di scala. In costante dialogo con l’innovativo pensiero di Marcel Duchamp, l’approdo a nuove forme di espressione passa dai dipinti su vari supporti alla creazione di scatole-oggetti, dal montaggio di film alla realizzazione di azioni e progetti su scala ambientale. La mostra traccia un itinerario attraverso i principali nuclei di indagine di Baruchello, esplorando lo spazio dell’opera e la relazione tra dimensione reale e dimensione onirica, in una peculiare metodologia adottata tra l’artista e il curatore Gianfranco Maraniello.

SAM FALLS. NATURE IS THE NEW MINIMALISM

17/03/2018 - 26/06/2018

Nature Is the New Minimalism è il titolo della prima personale in un museo europeo dell’americano Sam Falls (San Diego, 1984). Tra gli artisti più noti della sua generazione, ha ricevuto fin da giovanissimo riconoscimenti e premi internazionali, costruendo una delle carriere più brillanti degli ultimi anni.

In mostra un nucleo di oltre 40 lavori inediti, realizzati appositamente per la Galleria Civica. Tra dipinti, disegni, sculture, installazioni e video, Falls conduce il visitatore attraverso un’esplorazione del colore e dei processi naturali.

Al primo piano, grandi tele site-specific coprono interamente le pareti della Galleria.

Sono i rain painting che, come fotografie analogiche, restituiscono impressioni di qualcosa che è esistito e si è fissato sulla tela. Per realizzarli, l’artista adagia il supporto sul terreno, lo copre con elementi vegetali, lo cosparge di pigmenti colorati e lo lascia esposto alla pioggia. L’acqua fa sì che i colori si distribuiscano e vengano assorbiti, creando una rigogliosa colorata astrazione che richiama i grandi movimenti pittorici americani dell’Espressionismo Astratto e del Color Field Painting.

Nel piano interrato della Galleria prosegue l’indagine sul rapporto uomo/ambiente, attraverso due grandi sculture in paraffina e neon. Con queste opere Sam Falls indugia in una riflessione sugli ambienti più fragili del pianeta: Artide e Antartide, regni di ghiacci eterni nel quale l’uomo si inserisce in maniera aliena e minacciosa per gli ecosistemi.

L’allestimento mette poi al centro la produzione di sculture in ceramica, sia a parete che da appoggio, create con piante raccolte da specifiche aree nei dintorni di Los Angeles e pressate dentro mattonelle di creta lavorate a mano.

L’indagine sulla natura come oggetto-soggetto dell’arte è completata da due video, nei quali emerge con maggior nitidezza il pensiero dell’artista.

Nel primo, Falls riprende la città di Los Angeles in uno dei rari giorni di pioggia: è questo l’unico momento nel quale le frenetiche attività antropiche sembrano avere un momento di pausa, lasciando le strade e i marciapiedi insolitamente liberi. Il secondo video, presentato in un’inedita versione tripartita, descrive nell’arco di una giornata la proiezione dell’ombra di alcuni alberi sulla facciata in cemento di una industria, insinuando una possibilità di lettura poetica di un edificio altrimenti freddo e meramente funzionale alla produzione di beni di consumo.

Galleria Civica, Trento e ADAC

Via Belenzani, 44

38122 Trento

T. +39 0461 985511

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Francesco Lo Savio

A cura di Silvia Lucchesi, Alberto Salvadori, Riccardo Venturi

05/11/2017 - 18/03/2018

A oltre quindici anni dall’ultima importante esposizione dedicatagli da un’istituzione, Francesco Lo Savio (1935 – 1963) torna al centro della proposta espositiva museale con una mostra monografica che, a partire da un accurato lavoro di ricerca, getta nuova luce sull’opera dell’artista. Materiali d’archivio, schizzi, progetti autografi e fotografie, molti dei quali esposti per la prima volta, costituiscono le premesse da cui muove questo inedito progetto.

Tra i più significativi nomi del panorama artistico italiano e internazionale, Lo Savio realizza tutti i suoi lavori in un lasso di tempo molto breve, che termina con la sua morte a soli ventotto anni: una carriera bruciante, ricca di intuizioni che verranno accolte dagli artisti minimalisti e concettuali.
Non solo i progetti, ma l’intero pensiero creativo dell’artista si fonda sul rapporto con l’architettura, vero e proprio dispositivo teorico che lo guida nel ripensamento del ruolo dell’arte nella società contemporanea. Architettonica, ancor prima che minimalista, è anche la cifra distintiva delle sue opere, la maggior parte delle quali non venne mai esposta quando Lo Savio era ancora in vita.
Attraverso una selezione di cinquanta lavori, la mostra ripercorre l’intera vicenda creativa di Lo Savio lasciando emergere le istanze principali che connotano la sua ricerca: lo studio dello spazio e la resa della luce. Dai Filtri, stratificazioni materiche da cui affiora in superficie una vibrante trama di immagini, ai dipinti della serie Spazio-Luce, la traiettoria seguita dalla mostra approda ai Metalli e alle Articolazioni totali, strutture che dialogano manifestamente con lo spazio ambientale in cui si collocano.
Concludono il percorso i progetti di architettura e urbanistica nei quali Lo Savio ridefinisce gli elementi della sua pratica scultorea, visiva e concettuale. Si tratta dei noti studi per la Maison au soleil, prototipo di unità abitativa ispirato agli edifici di Le Corbusier.
Figura centrale della scena artistica romana degli anni Sessanta, Lo Savio ha esposto in ambito internazionale ed è presente con la sua opera in numerose istituzioni pubbliche e collezioni private. Tra queste il Museo d’arte della Svizzera italiana di Lugano, il Museo d’Arte contemporanea Donnaregina di Napoli, Fondazione Prada e Pinault Collection, da cui provengono alcuni importanti prestiti in mostra.

 

Carlo Alfano soggetto spazio soggetto

05/11/2017 - 22/04/2018

Il Mart di Rovereto prosegue l’indagine dedicata all’opera degli artisti che nel secondo Novecento, superando i confini delle pratiche tradizionali, hanno contribuito in maniera determinante a ridefinire l’orizzonte delle ricerche contemporanee.
L’esposizione monografica è la prima importante retrospettiva sull’opera di Carlo Alfano ospitata da un’istituzione. Muovendo da un nucleo di lavori raramente esibiti o da anni assenti dalla scena espositiva internazionale, la mostra illustra il percorso creativo dell’artista dalla metà degli anni Sessanta all’inizio degli anni Novanta. Cinquanta opere, molte delle quali raggiungono dimensioni monumentali, testimoniano gli sviluppi di una ricerca non ancora pienamente indagata.
Dopo gli esordi legati alla pittura Informale degli anni Cinquanta, Carlo Alfano (1932-1990) avvia una riflessione dedicata ai meccanismi della visione e della percezione, che dalla produzione di opere d’arte cinetica approda alla realizzazione di ambienti tridimensionali. Dalla fine degli anni Sessanta l’attitudine analitica che lo contraddistingue assume con sempre maggiore evidenza i caratteri della ricerca concettuale. Ampiamente rappresentata in mostra, questa stagione è caratterizzata da elementi linguistici e filosofici che indagano lo spazio e il tempo, l’individuo e l’altro da sé. Tra i lavori più famosi si distinguono la serie delle Distanze e l’opera Stanza per voci, installata per la prima volta nella versione a doppio telaio, il ciclo Frammenti di un autoritratto anonimo, cominciato nel 1969 e concluso solo con la scomparsa dell’artista. Nel corso degli anni Settanta e con più continuità nel decennio successivo, l’opera di Alfano torna alla figurazione trattando soggetti mitologici e riferimenti iconografici della storia dell’arte, senza però rinunciare alla dimensione autoriflessiva che ne contraddistingue gli esiti fino alle ultime realizzazioni.
Il percorso illustra gli sviluppi della ricerca di Alfano con particolare attenzione agli aspetti allestitivi, restituendo al visitatore l’inclinazione teatrale che caratterizza tutta la sua opera. In mostra lavori provenienti da importanti collezioni private e da istituzioni pubbliche, come la Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea di Roma e il Museo d’Arte contemporanea Donnaregina di Napoli.
Disponibile il italiano e in inglese, la monografia con contribuiti di Flavia Alfano, Maria De Vivo, Stefano Ferrari, Denis Isaia, Gianfranco Maraniello e Andrea Viliani costituisce la più esaustiva raccolta delle opere dell’artista resa possibile grazie alla collaborazione con l’ARCHIVIO ALFANO.

Jacopo Mazzonelli. To be played at maximum volume

07/10/2017 - 07/01/2018

Da quattro anni annessa al Mart, la Galleria Civica di Trento è punto di ascolto e di riferimento per il territorio in cui opera. Con la personale dedicata a Jacopo Mazzonelli (Trento, 1983), il suo programma conferma l’attenzione per le ricerche dei giovani professionisti attivi nel campo dell’arte.
Diplomato in pianoforte e in musica contemporanea presso l’Accademia Internazionale TEMA di Milano, Mazzonelli realizza sculture, assemblaggi e installazioni che indagano l’ampia zona di confine tra arti visive e musica. La sua ricerca si avvale di tecniche e metodologie mutuate da diverse discipline. 
Lavorando sull’interpretazione e sulla visualizzazione della dimensione sonora, l’artista si confronta con strumenti che destruttura, trasforma e ricompone. Al centro del suo interesse è il “gesto musicale”, inteso come ciò che sottende l’esecuzione e non il suono prodotto: le opere, infatti, parlano di musica quasi sempre senza crearla. A questo tema si accompagna l’indagine sulla percezione del ritmo e del divenire del tempo. La mostra, che deve il suo titolo a un’opera del 2017 ispirata alla copertina di un noto album di David Bowie, presenta alcuni dei lavori più recenti e significativi dell’artista, molti dei quali site-specific. Tra questi ABCDEFG, vincitore nel 2015 del premio Fondo Privato Acquisizioni per l’arte contemporanea di ArtVerona | Art Project Fair. L’installazione è costituita da sette pianoforti modificati nella loro struttura affinché ognuno possa suonare una sola nota. L’opera viene presentata per la prima volta alla Galleria Civica accompagnata da una performance che propone un dialogo serrato tra strumenti di estrazione classica e dispositivi elettronici, con musica originale di Matteo Franceschini.
 

 

Galleria Civica Trento e ADAC

Via Belenzani, 44 Trento

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Tutti gli "ismi" di Armando Testa

22/07/2017 - 15/10/2017

Il Mart dedica ad Armando Testa, nel centenario della sua nascita, una mostra immaginifica che esplora l’universo visivo di una delle menti più eclettiche e feconde del panorama creativo italiano.

Tra i più importanti pubblicitari del secolo scorso, Armando Testa (1917-1992) ha conquistato con ironia, spirito giocoso e forza comunicativa la memoria collettiva di generazioni. Personaggi e immagini delle sue creazioni sono diventati vere e proprie icone della cultura visiva italiana del secondo dopoguerra: dagli stravaganti Caballero e Carmencita del caffè Paulista alla suadente bionda della birra Peroni, dalle sintetiche geometrie rosse del vermouth Carpano alle robuste forme dell’elefante Pirelli.

In contatto diretto con le energie e le sperimentazioni delle avanguardie storiche, le invenzioni di Testa sono caratterizzate da una formidabile capacità visionaria che assume e rielabora suggestioni e stilemi dei grandi maestri del Novecento. A questo universo di riferimenti è dedicato il percorso della mostra che, ispirandosi nel titolo a una dichiarazione di Testa, ne esplora a tutto tondo l’opera. Emergono i numerosi temi formali: dita e mani, forme sferiche, animali e mondi fantastici, declinati in un multiforme campionario di tipologie e tecniche.
Scandito da alcune tra le principali interviste storiche all’autore, il progetto espositivo esplora la modernissima costellazione di “ismi” - Futurismo, Astrattismo, Surrealismo - di cui Testa è stato un traduttore d’eccezione. In mostra bozzetti, manifesti, spot televisivi, disegni, collage, serigrafie e fotografie, ma anche dipinti e sculture.

 

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