Intermedia. Archivio di Nuova Scrittura

La Collezione di Paolo della Grazia

22/11/2019 - 07/06/2020

ntermedia presenta quasi duecento lavori di settanta artiste e artisti, in un percorso che, prendendo le mosse dalla storia e dall’attività dell’Archivio di Nuova Scrittura, ne lega i diversi nuclei di opere – dalla Poesia concreta al Fluxus alla Poesia visiva e visuale – alla luce del concetto di intermedialità. Utilizzato nel 1965 dall’artista Dick Higgins, il termine intermedia definisce forme artistiche fluide, che superano la tradizionale separazione tra i generi. In questo senso, Intermedia assume la connotazione di una terra inesplorata, che si trova tra collage, musica, teatro, arti visive. Al contempo, la mostra intende contestualizzare la produzione artistica delle esperienze verbo-visuali sottolineandone il respiro internazionale e la connessione con altre ricerche artistiche contemporanee.

“Negli anni dal 1960 al 1980 il Paese è stato percorso dal boom economico, dalla contestazione del ’68 e poi dal periodo drammatico del terrorismo. Pensavo che i lavori e gli scritti degli artisti verbovisuali italiani e stranieri riflettessero quei momenti e li rappresentassero secondo una prospettiva inedita e profonda, diversa da quella della società borghese e imprenditoriale nella quale ero cresciuto, vivevo e lavoravo.” Così Paolo Della Grazia a proposito della sua raccolta.

“Con le loro fratture, dissonanze, contaminazioni e contro-narrazioni i linguaggi della poesia visiva rappresentavano e rappresentano degli spazi di libertà dal conformismo. In un momento storico di facili slogan, credo che il compito di un’istituzione culturale risieda proprio nella capacità di attirare l’attenzione su questo tipo di interstizi e rendere apprezzabili le zone di grigio: quell’idea di un “in-between” professata dal filosofo creolo Eduard Glissant, a cui Museion si è ripetutamente votata. In questo senso, la mostra non è solo un omaggio alla figura di Paolo Della Grazia e alla sua visionarietà come collezionista, ma ribadisce come la rivoluzione linguistica italiana e internazionale degli anni Sessanta e Settanta sia più attuale che mai” – così Letizia Ragaglia, direttrice di Museion.

Una produzione Museion Bolzano e Mart Rovereto

A cura di Letizia Ragaglia, in collaborazione con Andreas Hapkemeyer, Elena Bini, Frida Carazzato, Giorgio Zanchetti
Exhibition design: Claudia Polizzi

Apparatus 22 – Infinite Contradiction, 2016

Il Piccolo Museion CUBO Garutti

14/01/2020 - 01/03/2020

La programmazione del Cubo Garutti è legata al progetto europeo “Art Works! European Culture of Resistance and Liberation”, nato in occasione del 75° anniversario dalla fine della Seconda Guerra Mondiale. I lavori esposti trattano gli argomenti del progetto e riflettono quindi su pratiche artistiche di resistenza contemporanea.
Le opere sono state selezionate insieme all’artista Alessandra Ferrini , invitata da Museion ad accompagnare un gruppo di ragazzi e ragazze nel percorso di riflessione sulle tematiche proposte dal progetto.

La scultura triangolare presentata è stata realizzata da Apparatus 22, un collettivo artistico transdisciplinare, fondato nel gennaio 2011 a Bucarest. Tre bandiere nere in pelle sono cucite insieme a formare una sorta di “manifesto silenzioso”. Il materiale e il colore rimandano anche a una subcultura giovanile, che nonostante l’aspetto “dark” è promotrice di un messaggio positivo. La scultura infatti non è da intendersi come un’anti-bandiera o come simbolo di un’azione mancata, ma come una fruttuosa coesistenza di prospettive divergenti. Solo tre persone coordinate tra loro possono muoverla nello spazio. La scultura quindi diventa sia metafora delle dinamiche creative del collettivo rumeno Apparatus 22, sia strumento che attiva una riflessione sulle relazioni, anche di potere, che si instaurano all’interno di una società.

a cura di Frida Carazzato

Il Piccolo Museion – Cubo Garutti
Via Sassari 17/b
Bolzano

Sonia Leimer

10/10/2020 - 31/01/2021

Nel suo lavoro Sonia Leimer (Merano, 1977) si interroga sui fondamenti della nostra percezione, che si basano su modelli di esperienza individuali, storici e mediali. Le sue sculture, video e installazioni si muovono tra luoghi reali, contesti immaginari dell’industria cinematografica e dimensioni indefinite come quelle galassie cosmiche, così lontane da assumere dimensioni virtuali. Oggetto della sua personale a Museion, che si presenta come una prima retrospettiva dell’artista, sono, tra l’altro, i rifiuti spaziali – tema a cui Leimer si è dedicata ripetutamente nelle sue ricerche. In mostra ci saranno quindi delle sculture di metallo, create come detriti spaziali precipitati sulla terra e che l’artista ha ricostruito dettagliatamente.

 

A cura di Letizia Ragaglia e Frida Carazzato

La Collezione di Erling Kagge

Curatore ospite a Museion

12/09/2020 - 31/01/2021

Museion presenta per la prima volta in Italia la collezione di Erling Kagge. Il celebre esploratore norvegese, noto per le sue imprese estreme, è infatti anche un appassionato collezionista d’arte contemporanea – che dice di collezionare con lo stesso spirito d’avventura che ha da esploratore. La curiosità è quindi il filo conduttore della mostra, che guiderà il pubblico attraverso un percorso di figure artistiche più o meno note della creatività del Nord Europa, con particolare attenzione alla pittura. Una sezione della mostra è inoltre dedicata a Raymond Pettibon con opere dalle Collezioni Kagge e Museion.

Karin Sander

29/05/2020 - 20/09/2020

Karin Sander (Bensberg, Germania 1957) è interessata all’intersezione tra opera d’arte, pubblico e istituzione. I suoi interventi, che spesso si trovano al limite della percettibilità, si integrano perfettamente nei rispettivi contesti e confrontano chi osserva con le proprie aspettative. In questo senso, lo scarto tra il quotidiano e l’arte risulta ridotto al minimo. Anche la sua personale a Museion sarà concepita appositamente per gli spazi dell’istituzione e presenterà lavori esistenti e opere create per l’occasione.

 

A cura di Letizia Ragaglia

Mercedes Azpilicueta, Bestiario de Lengüitas

14/02/2020 - 13/05/2020

Museion presenta, nell’ambito di un progetto di collaborazione internazionale, la prima personale in Italia di Mercedes Azpilicueta (La Plata, Argentina, 1981). In un mondo che richiede ordine, efficienza e trasparenza il progetto di Azpilicueta si muove sul filo del caos e dell’eccesso. Bestiario de Lengüitas prende infatti le mosse da una sceneggiatura scritta dall’artista per una performance futura che potrebbe o meno accadere. Disegni, costumi, sculture, installazioni audio e video, wallpaper e un coro di personaggi grotteschi abitano lo spazio espositivo, che si presenta come un palcoscenico – anche il pubblico è coinvolto con tutti i sensi in questa esperienza. Attraverso la combinazione di strategie visive e teatrali e una forte componente umoristica, l’artista ci invita così a mettere in discussione i modi in cui abitiamo questo mondo.

 

A cura di Virginie Bobin
In collaborazione con CentroCentro di Madrid e CAC Brétigny

Marguerite Humeau

Oscillations

12/10/2019 - 26/01/2020

Nei suoi lavori Marguerite Humeau (*1986, Cholet, Francia) rivisita il passato in chiave fortemente contemporanea. Con approccio interdisciplinare e speculativo, nelle sue indagini l’artista coinvolge esperti ed esperte di diverse discipline – dalla paleontologia alla musica, dalla zoologia alla linguistica. Attraverso la rilettura delle ricerche storiche l’artista riflette sull’epoca in cui viviamo, caratterizzata dall’informatica e dalla tecnologia. Nella sua pratica Humeau manifesta inoltre una costante attenzione ai limiti tra tecnologia e design. A Museion l’artista espone un gruppo di sculture in bronzo, che esplorano le relazioni tra le forme scultoree delle figure preistoriche della Venere e i contorni dei cervelli umani.
Le opere sono state presentate per la prima volta nella sua personale al New Museum di New York e verranno esposte, nel corso del 2019, al Kunstverein in Hamburg nell’ambito di una collaborazione internazionale. A Bolzano la mostra dell’artista è arricchita da ulteriori opere plastiche.

A cura di Letizia Ragaglia e Frida Carazzato

In collaborazione con New Museum, New York; Kunstverein in Hamburg

Opening 11/10/2019, 19.00 h

Fino al 26/01/2020
 

Immagine: Marguerite Humeau, Birth Canal, exhibition view, New Museum, New York, 2018. Foto Julia Andreone. Courtesy the artist, C L E A RI N G New York/Brussels

 

Haim Steinbach

every single day

17/05/2019 - 15/09/2019

A oltre vent’anni dalla sua ultima esposizione in un museo in Italia, Museion presenta una personale di Haim Steinbach (Rehovot, Israele, 1944), uno degli artisti più influenti del nostro tempo. Every single day raccoglie una selezione di opere degli ultimi trent’anni e comprende scaffali, box, lavori testuali, wall painting e installazioni di grandi dimensioni.

Dalla metà degli anni ’70 la pratica artistica di Haim Steinbach si è concentrata sulla condizione transitoria dell’oggetto e il suo significato nell’arte e nella vita quotidiana. Il suo lavoro è diventato famoso nella metà degli anni ’80 proprio grazie alla presentazione di oggetti, selezionati e allestiti dall’artista su scaffali. I diversi oggetti - acquistati o trovati - sono collocati in base a tipologia, numero e funzione, attivando schemi di differenza, ripetizione e singolarità. Gli oggetti sono svincolati dal loro contesto abituale e accostati ad altri: nel nuovo contesto e nella nuova funzione essi assumono identità imprevedibili. Tra i diversi oggetti sugli scaffali avvengono così incontri inaspettati. Le scarpe da ginnastica, le teiere, i saponi e la maschera di Jason Vorhees nel film Venerdì 13 possono essere paragonati ai rapinatori della citazione di Walter Benjamin, che alleggeriscono chi osserva delle sue consuete aspettative e convinzioni.

Nella mostra a Museion, Haim Steinbach pone al centro il museo stesso come oggetto espositivo.
Utilizzando le strutture dell’allestimento e rovesciando la funzione a cui sono abitualmente destinate, l’artista ripete lo stesso gesto volto allo spostamento, già compiuto con i suoi oggetti. Le pareti mobili (sistema di pareti “Wolfsburg”) impiegate da Museion nelle sue mostre e normalmente nascoste, sono messe a nudo, o parzialmente coperte da cartongesso con testo o colore. I cartongessi colorati fanno riferimento alla storia della denominazione dei colori e alla loro codificazione.
La letteratura è un altro punto di riferimento importante per Haim Steinbach. Il wall painting al piano terra di Museion, riadattato per la mostra a Bolzano, presenta, infatti, una citazione da una poesia di Rainer Maria Rilke, scritta dal poeta nel 1897 durante il suo soggiorno vicino a Bolzano, presso Schloss Englar (Appiano).

Opening: 17/05/2019, ore 19

In co-produzione con Museum Kurhaus Kleve.

A cura di Susanne Figner e Letizia Ragaglia

Ludwig Hirschfeld-Mack

"Spettacoli di luce colorata"

13/04/2019 - 03/11/2019

A cento anni dalla fondazione di Bauhaus, scuola di architettura, arti e design della Germania (1919–2019), Museion presenta il Lichtspiel-Apparat di Ludwig Hirschfeld-Mack (1893–1965). L’opera, realizzata dall’artista nel 1923–1924, è tra le prime in assoluto a combinare luce elettrica e movimento con giochi luminosi al confine tra pittura, cinema, teatro e sculture di luce. In questo senso, l’apparato di Hirschfeld-Mack è all’origine delle opere di luce, che troveranno ampia diffusione nell’arte del XX secolo e che rappresentano un nucleo importante nella collezione del museo. Quella presentata a Museion è una replica autorizzata dell’apparecchio – l’originale è infatti andato perduto negli anni trenta. La mostra, realizzata in stretta collaborazione con il nipote dell’artista, è completata da un’ampia documentazione di fotografie, piani di costruzione, documenti d’archivio e filmati storici e recenti di spettacoli di luce realizzati con la macchina. Il Lichtspiel-Apparat di Hirschfeld-Mack ispirerà la nuova produzione di un ∕ un’artista altoatesino ∕ a nell’ambito di un concorso a inviti promosso dal Festival Transart, Südtiroler Künstlerbund e Museion.

A cura di Andreas Hapkemeyer
Exhibition design: Claudia Polizzi

Keren Cytter, "Mature content"

26/01/2019 - 28/04/2019

Museion apre la stagione espositiva 2019 con Mature Content, la più ampia mostra mai presentata in un museo italiano di Keren Cytter (Tel Aviv, *1977, vive e lavora a New York). Attenta osservatrice del presente, che registra e rielabora in maniera compulsiva, in video, film, disegni, installazioni e romanzi Keren Cytter narra come i cliché dei social media permeano il mondo contemporaneo.
Con spirito ibrido, che attinge alla Nouvelle vague francese così come al movimento cinematografico Dogma o alle telenovelas, nei suoi lavori l’artista mina convenzioni linguistiche e meccanismi interpretativi tradizionali. Nei suoi montaggi di impressioni, ricordi, fantasie, personaggi familiari si muovono in ambientazioni domestiche, solo apparentemente rassicuranti. Utilizzando strategie narrative come lo straniamento e la ripetizione ossessiva, Cytter dà infatti vita a scene intense e dalla natura artificiale.
“Lei decostruisce, sovrappone, tralascia, salta, mescola, sottotitola, in video, che sono come televisione, come film, come soap opera, come teatro…, come se multidimensionalità fosse il suo secondo nome. “- così su di lei Marlene Dumas.

Il progetto pensato per Museion riflette l’interesse ossessivo dell’artista sullo scorrere del tempo – opere esistenti sono esposte con diversi nuovi lavori e interventi site-specific. Il titolo, Mature content, fa ironicamente riferimento agli avvisi dei film “per soli adulti”, anche se in realtà la mostra si concentra sulle diverse fasi della vita, dall’infanzia all’adolescenza fino all’età adulta.
Le tre fasi della vita si riflettono nel percorso di mostra – con tre zone dedicate e costruite anche fisicamente sulle età che rappresentano. In quella sull’infanzia, ad esempio, è appesa ad altezza bambino una serie di nuovi disegni su carta Animal Farm: The Hamster’s dream (2018), che testimonia l’attività di Cytter come autrice di libri per l’infanzia.
Un’apertura a misura di bambino, quindi di dimensioni ridotte, introduce a uno spazio chiuso. Qui è presentato, per la prima volta, The Coming, 2018, il primo film di animazione in assoluto realizzato da Cytter. Il protagonista è un criceto, che bela come una pecora – nello svolgimento della storia il piccolo animale diventerà famoso, ma rimarrà triste e sconfortato. Come sempre, le storie per bambini di Keren Cytter sono anche per adulti e obbligano a fare i conti con noi stessi come di solito non facciamo.

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