Rä di Martino

Authentic News of Invisible Things

27/09/2014 - 11/01/2015

Quanta verità c'è in una messa in scena?
Nell’anno anniversario della grande guerra l’artista presenta un lavoro nato a Bolzano e ispirato ai dummy tanks

Ci sono in legno, di tela o anche dipinti a mano. Parliamo di quelli che in gergo militaresco si definiscono dummy tanks, finti carri armati, impiegati sia nella prima che nella seconda guerra mondiale per ingannare i nemici, e ancora utilizzati ai giorni nostri. Ma c’è un altro fatto curioso: se per la guerra vera si ricorre a delle scenografie, il cinema tende invece ad utilizzare carri armati veri.

Parte da questo affascinante cortocircuito tra realtà e finzione il lavoro pensato dall’artista, che presenta due nuovi video, girati a Bolzano, e un’installazione.

Un video ricrea una fotografia d’archivio del 1918 proveniente dall’Imperial War Museum di Londra: un gruppo di civili osserva un finto carro armato lasciato per strada. Se nella foto storica siamo nella cittadina francese di Lille, il video di Rä di Martino mostra una via del centro di Bolzano, quasi cento anni dopo, mentre un gruppo di comparse in abito d’epoca guarda un finto carro armato.
La presenza del curioso mezzo militare non sembra disturbare troppo la situazione di composta messa in scena – il bianco e nero dell’immagine pone poi una rassicurante distanza tra l’osservatore e l’immagine rappresentata. Distanza che l’artista sembra voler rompere con il secondo video: qui si vede un carro armato vero attraversare le strade di Bolzano. Nessuna finzione, nessuna comparsa: l’artista ha filmato le reazioni di comuni passanti di fronte al passaggio, oggi, di una vera “macchina da guerra”.
Nel continuo passaggio tra realtà e finzione, tra storia e presente lo sguardo di Rä di Martino apre così nuove, inaspettate narrazioni di vicende storiche passate.

A cura di Frida Carazzato.

Inaugurazione: 26/09/2014, ore 19.00

Immagine: Rä di Martino, Fog #1, 2014. Courtesy Galleria Monitor, Roma & Copperfield Gallery, London

Soleil politique

Il museo tra luce e ombra

27/09/2014 - 11/01/2015

Per aprire nuovi punti di vista, guardare le cose in modo diverso, si sa, bisogna cambiare prospettiva. Pierre Bal-Blanc, direttore Contemporary Art Center di Bretigny, Francia e curatore ospite a Museion 2014, sembra aver preso alla lettera questo assunto: con Soleil Politique mette letteralmente sotto-sopra il museo.

L’intenzione della mostra è interrogare il ruolo del museo nella città, ripensando alla sua storia attraverso lo sguardo di più di quaranta artisti provenienti da diverse discipline: architetti, registi, performer, musicisti e compositori. La ricerca di nuovi sguardi comincia da una piccola rivoluzione degli spazi di Museion e della loro gerarchia.

L’esposizione ha luogo infatti a Museion Passage, l’ambiente a pianoterra, normalmente gratuito e aperto alle manifestazioni. Lo spazio di Passage si trasferisce invece al quarto piano, che per l’occasione rimane vuoto e si trasforma in un belvedere da cui guardare alla città, magari riflettendo sugli stimoli offerti dalla mostra.

Dal pianoterra al piano “nobile” fino agli spazi urbani: il percorso proposto da Bal-Blanc continua nelle vie, strade e ponti di Bolzano. Una mappa studiata per l’occasione propone infatti un itinerario tra i luoghi simbolo della città– dalle torre del Museo Civico al Monumento alla Vittoria, dalle Semirurali alla Chiesa dei Domenicani. Fanno parte della mostra anche un ricco programma di video, una performance, un concerto inedito di Mathieu Saladin in collaborazione con il festival di Musica Contemporanea di Bolzano e un appuntamento con il Filmclub.

Inaugurazione: 26/09/2014, ore 19.00

Immagine: Marta Minujín, El obelisco acostado, 1978, 1st Latin American Biennial of São Paulo, Courtesy of the artist.

Leander Schwazer

Bikini

20/02/2014 - 25/05/2014

Reazioni esplosive: sono quelle che si aspettava Louis Réard dal bikini, di cui fu l’inventore. O, meno giocosamente, quelle che avvenivano sull’omonimo atollo durante i testi nucleari americani nel 1946. Tra arte, storia e cultura pop il progetto inedito di Leander Schwazer getta uno sguardo personale e tutto contemporaneo sulla pittura di battaglia.

 

Un’immagine monumentale in bianco e nero sbarra l’accesso alla mostra: è la riproduzione della portaerei leggera Independence, utilizzata dagli americani per i test nucleari nel 1946 sull’atollo Bikini e fatta affondare al largo delle coste di San Francisco nel 1951. La grande tela si inserisce, con la sua rappresentazione simbolica di un evento storico, nella tradizione della pittura di battaglia. Dietro la fotografia cinque carrelli portavivande trasportano gli oggetti più diversi, che aprono uno sguardo, all’interno di questa tradizione, su battaglie di immagini passate, presenti e future.

 

When Now is Minimal.

Il lato sconosciuto della Sammlung Goetz

23/11/2013 - 05/10/2014

La Sammlung Goetz di Monaco è tra le collezioni private di arte contemporanea più importanti a livello internazionale. La mostra mette in luce come diverse generazioni di artisti si siano confrontate con il tema del minimalismo e abbiano realizzato le loro idee nell’ampia varietà delle possibilità d’espressione dell’arte contemporanea. Accanto ad alcune posizioni che hanno influenzato fortemente il discorso artistico sul minimalismo dagli anni ’60, l’esposizione presenta una giovane generazione di artisti che in maniera leggera, libera, giocosa e talvolta dissacrante riprende le idee dei “padri” e le cambia, realizzando uno stile personale. La maggior parte dei lavori è presentata al pubblico per la prima volta. Dall’ampia varietà dei media utilizzati, dalle opere su carta ai dipinti, dalla scultura fino a installazioni a parete e opere di luce, emerge l’attualità del tema oltre i limiti dei generi e le generazioni.

Una cooperazione tra Museion Bolzano, Sammlung Goetz e Neues Museum, Nürnberg.

A cura di Karsten Löckemann, Angelika Nollert, Letizia Ragaglia.

Artisti: Ai Weiwei, John Armleder, Martin Boyce, Daniel Buren, Alan Charlton, Ron Cooper, Fischli & Weiss, Peter Fischli, David Weiss, Felix Gonzalez-Torres, Wade Guyton, Peter Halley, Imi Knoebel; Sarah Morris, Blinky Palermo, Anselm Reyle, Gerwald Rockenschaub, Peter Roehr, Ulrich Rückriem, Reiner Ruthenbeck, Michael Sailstorfer, Karin Sander, Fred Sandback, Haim Steinbach, Katja Strunz, Wolfgang Tillmans, Rosemarie Trockel, Andrea Zittel.

Foto: When Now is Minimal, exhibition view, Museion, 2013. Courtesy Sammlung Goetz. Foto Luca Meneghel

When Now is Minimal.

Il lato sconosciuto della Sammlung Goetz

23/11/2013 - 05/10/2014

La Sammlung Goetz di Monaco è tra le collezioni private di arte contemporanea più importanti a livello internazionale. La mostra mette in luce come diverse generazioni di artisti si siano confrontate con il tema del minimalismo e abbiano realizzato le loro idee nell’ampia varietà delle possibilità d’espressione dell’arte contemporanea. Accanto ad alcune posizioni che hanno influenzato fortemente il discorso artistico sul minimalismo dagli anni ’60, l’esposizione presenta una giovane generazione di artisti che in maniera leggera, libera, giocosa e talvolta dissacrante riprende le idee dei “padri” e le cambia, realizzando uno stile personale. La maggior parte dei lavori è presentata al pubblico per la prima volta. Dall’ampia varietà dei media utilizzati, dalle opere su carta ai dipinti, dalla scultura fino a installazioni a parete e opere di luce, emerge l’attualità del tema oltre i limiti dei generi e le generazioni.

Una cooperazione tra Museion Bolzano, Sammlung Goetz e Neues Museum, Nürnberg.

A cura di Karsten Löckemann, Angelika Nollert, Letizia Ragaglia.

Artisti: Ai Weiwei, John Armleder, Martin Boyce, Daniel Buren, Alan Charlton, Ron Cooper, Fischli & Weiss, Peter Fischli, David Weiss, Felix Gonzalez-Torres, Wade Guyton, Peter Halley, Imi Knoebel; Sarah Morris, Blinky Palermo, Anselm Reyle, Gerwald Rockenschaub, Peter Roehr, Ulrich Rückriem, Reiner Ruthenbeck, Michael Sailstorfer, Karin Sander, Fred Sandback, Haim Steinbach, Katja Strunz, Wolfgang Tillmans, Rosemarie Trockel, Andrea Zittel.

Foto: When Now is Minimal, exhibition view, Museion, 2013. Courtesy Sammlung Goetz. Foto Luca Meneghel

Diego Perrone

Il servo astuto

06/10/2013 - 02/02/2014

Un progetto inedito, in collaborazione con Vetroricerca Glass & Modern di Bolzano. Tra sperimentazione tecnica e tradizione classica – nelle sculture realizzate per Museion dall’artista passato e presente trovano una nuova, sfuggevole dimensione. A cura di Frida Carazzato

Tre grandi sculture in vetro abitano la project room per la mostra di Diego Perrone. Le opere sono frutto di un lungo processo creativo: l’artista ha elaborato un dettaglio da alcuni ritratti fotografici e l’ha trasformato in disegno per trasferirlo infine nella tridimensionalità della scultura in cera. Da queste forme sono nate le sculture, fuse nei forni di Vetroricerca con una tecnica tradizionale, la fusione a pasta di vetro.
La trasparenza e il colore del vetro restituiscono frammenti di fisionomie – il pensiero corre ai profili delle monete, anche di quelle antiche. La rilettura di temi e iconografie classiche della storia dell’arte o provenienti dalla cultura popolare sono infatti cifra caratteristica del lavoro di Diego Perrone.
Anche sulle sculture realizzate per la Project Room sembra aver soffiato un vento di passato e di classicità. La storia sembra trovare una sua dimensione nella contemporaneità – una dimensione del tutto nuova e inafferrabile, però. Grazie alle possibilità del vetro, il riferimento alla moneta e al ritratto contenuto nelle sculture è solo un punto di partenza: le fisionomie e i profili contenuti nelle sculture si confondono allo sguardo e sfuggono ad un’identificazione precisa. Le immagini risultano stranianti, dai diversi colori del vetro emerge un paesaggio quasi pittorico; l’aspetto figurativo della scultura passa in secondo piano e lascia il posto al mistero che racchiude, al non svelato. Come tipico della sua arte, anche in questo lavoro dalle immagini di Diego Perrone se ne generano di nuove e non emerge mai un senso univoco, per una ricerca frutto di un processo creativo continuo.

Foto: Museion, Diego Perrone, courtesy the artist

Klara Lidén

Invalidenstraße

14/09/2013 - 12/01/2014

A cura di Letizia Ragaglia

Museion presenta la prima personale in Italia di Klara Lidén. L’artista, nata a Stoccolma nel 1979, ha  già all’attivo mostre personali in istituzioni prestigiose come il New Museum di New York (2012) e la Serpentine Gallery di Londra (2010). Nel 2009 era presente nel Padiglione nordico alla 53ª Biennale di Venezia, istituzione che le ha conferito una menzione speciale anche nell’edizione del 2011.

In video, installazioni e performance Lidén esplora i limiti e le convenzioni fisiche, psicologiche e sociali dello spazio, sia pubblico che privato. La strada come fonte inesauribile di ispirazioni e azioni; l’ossessione del riciclo e della trasformazione di materiali urbani; il gesto fisico e l’impiego del corpo sono elementi cardine del suo lavoro – intimamente personale e sorprendentemente plateale, rabbioso e intelligente al contempo. A Museion Klara Lidén presenta diversi lavori inediti, tra cui una grande installazione realizzata per lo spazio del quarto piano, in cui porta letteralmente la strada nello spazio museale: un paesaggio straniante, con sculture formate da vero e proprio asfalto.

La mostra è realizzata con il patrocinio dell’Ambasciata di Svezia a Roma.

Cubo Garutti - Gli oggetti si raccontano

Dal 2 settembre prossimo fino a gennaio 2014 continua con tre appuntamenti espositivi la collaborazione tra il Museo civico di Bolzano e Museion.

02/09/2013 - 04/01/2014

Al Cubo Garutti/Piccolo Museion sono in mostra le opere dalle collezioni dei due musei – i lavori sono stati selezionati durante i laboratori che hanno coinvolto i cittadini del quartiere Don Bosco.
Il concetto di tempo, il lavoro manuale e il dialogo tra antico e contemporaneo i temi a cui sono dedicate le mostre.
Dalla collezione di Museion verranno presentati i lavori dei seguenti artisti: Monica Bonvicini, Ugo Carrega, Mario Ceroli, Franchina, Giuliano Mauri, Sarenco, Rudolf Stingel.

Museion si presenta

11/07/2013 - 31/10/2013
Chi cerca e seleziona artiste e artisti di tutto il mondo, per farli esporre a Museion? Come si finanziano le mostre? È vero che nella collezione di Museion c’è un letto di pane? Se si, chi lo conserva e come viene protetto da insetti affamati? Sono più di 30 i collaboratori che lavorano per il museo, ma sono veramente tutti necessari?
A queste e molte altre domande cercherà di dare risposte il team di Museion con “Museion si presenta”, l’iniziativa nata nell’ambito della mostra tematica Little Movements II Self-practice in Contemporary Art. La riflessione sul sistema arte, proposta dall’esposizione, offre infatti l’occasione per presentare il “sistema” museo e il suo funzionamento: in quest’ottica, i collaboratori di Museion parleranno ai visitatori delle loro professioni e del loro lavoro in una serie di incontri durante le visite gratuite del giovedì sera alle ore 19:00.
Apre la serie di incontri Letizia Ragaglia, direttrice di Museion, giovedì 11 luglio.
 
INFO
Museion si presenta
(11/07/13 – 31/10/13)
Il team di Museion incontra i visitatori nelle visite del giovedì alle ore 19.00.
Ingresso gratuito

Appuntamenti in agosto
Dentro tutti!
1 agosto
con Sarah Greenwood e Katharina Zucht, marketing
Come convincere un pubblico a volte scettico o disinteressato a varcare la soglia di Museion e uscirne… contento.
 
 
I costi e i processi
8 agosto
con Margit Oberrauch, Manuela Inderst e Cinzia Mantovani, Amministrazione.
La sfida di applicare processi, regole e limiti in un settore in continuo cambiamento.
 
La biblioteca
22 agosto
con Alessandra Riggione, biblioteca
Scopri una biblioteca specialistica di più di 25.000 volumi e riviste di settore. 
 
 
Siamo qui per voi!
29 agosto
con Katerina Federer, Elisabeth Volgger, Letizia Basso e Barbara Riva, info-center e bookshop
In prima linea: difficoltà e curiosità di chi incontra il pubblico e decine di domande giorno per giorno.
 

Appuntamenti in settembre:

Ma che vuol dire?

05 settembre

Dalle visite guidate ai dialoghi dell’arte, dai laboratori per bambini e le scuole agli incontri per la terza età: i metodi e le strategie per avvicinare il pubblico all’arte contemporanea sono tanti e molto più complessi di quanto si possa pensare. Brita Köhler, Ivo Corrà e Judith Weger del team della mediazione parlano del loro lavoro quotidiano al servizio del pubblico.

 

Storie di arte
12 settembre
Le opere d’arte hanno sempre una loro storia e raccontano storie. Il compito di Andreas Hapkemeyer è quello di analizzarle, descriverle e pubblicarle.

 

Museion da sfogliare

19 settembre

Il lavoro di un museo non si esaurisce nell’esposizione delle opere d’arte, ma comprende anche un impegno nella ricerca, che confluisce nelle pubblicazioni. Brigitte Unterhofer, Petra Guidi e Susanna Piccoli illustrano l’attento lavoro che c’è dietro la produzione dei cataloghi e delle pubblicazioni di Museion.

 

Sotto 5cm di polvere? No grazie!
26 settembre
La collezione è il cuore di ogni museo e quello di Museion batte forte. Elena Bini, responsabile della collezione, che conta più di 4.500 opere - tra cui anche un letto di pane e, perché no?, un balletto di luce - racconta come la “mantiene viva”, facendo girare le opere sia on-line che fisicamente nelle mostre a Museion e, come prestiti, nei musei di tutto il mondo.

 

 

Appuntamenti in luglio
 
In equilibrio fra pubblico e artisti
11 luglio
con Letizia Ragaglia, direttrice di Museion
Mediare tra le posizioni dell’artista e le esigenze del pubblico: conciliare il lavoro di curatrice con quello di direttrice non è sempre facile.
 
Senti che News!
18 luglio
con Caterina Longo, addetta stampa
Come far parlare delle mostre di Museion, e non solo, su giornali, radio, tv, internet e altro.
 
„Si può toccare?“
25 luglio
con Catia Zarattin, sicurezza/sorveglianza
Come si comporta la gente davanti ad un opera d’arte contemporanea, come guarda o vive una mostra?

Brigitte Mahlknecht

La Gabbia

04/07/2013 - 25/07/2013

Opening 04/07/2103
ore
21.00
Conversazione con l’artista

altre date delle proiezioni:
11/07/2013, 18/07/2013, 25/07/2013
ore 22.00 – 24.00


Da giovedì 4 luglio la facciata mediale di Museion ospita una nuova storia di luce. A raccontarla questa volta è Brigitte Mahlknecht, artista di origine bolzanine, che presenta il video inedito “La Gabbia”.

Apre la proiezione un viso di donna con gli occhiali: è un autoritratto dell’artista.
Dal suo volto fuoriescono mani, che esplodono in mille altre immagini, forme fantastiche, ora astratte ora figurative, insomma un pianeta di linee in continuo, irrequieto movimento. È come se un nuovo mondo si sprigionasse dalla testa dell’artista – l’immagine ricorda un altro autoritratto, la statua del celebre Alighiero Boetti, che si rinfresca la testa fumante d’idee con dell’acqua.
La griglia architettonica della facciata di Museion sembra invece imprigionare queste linee ribelli, proprio come una gabbia. Da qui il titolo del video, “La Gabbia”, che s’ispira alla celebre poesia di Rainer Maria Rilke ,“Der Panther”. Nella poesia di Rilke sono le sbarre a imprigionare la pantera, separandola dal mondo. Nel video di Mahlknecht è invece la griglia architettonica della facciata a creare un mondo, uno spazio dell’arte e di libertà in cui si creano e muovono mille storie. Il sottile gioco di rimandi tra l’osservatore, all’esterno, e i mondi di linee sulla facciata lascia aperto il quesito su chi sia veramente in gabbia, se chi si muove tra lo spazio dell’arte o chi invece osserva dal mondo reale.

Il ciclo di proiezioni 2013. “A Line Describing the Surface” – una linea che descrive una superficie: come racconta il titolo, la rassegna video 2013 curata da Frida Carazzato, è dedicata al segno grafico. Partendo da un’analogia tra pelle e carta, la matita di quattro artisti interviene con video inediti su quella che è la “pelle” di Museion, la facciata, fatta di vetro e luce. Il titolo del ciclo prende ispirazione da un’opera dell’artista inglese Anthony McCall’s (A Line Describing a Cone) e dalle sue installazioni di linee di luce nello spazio espositivo. Al video di Brigitte Mahlknecht seguono i lavori di Ciprian Muresan e Marco Raparelli.

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