Facciata Mediale

Les yeux tournent autour du soleil

21/07/2016 - 21/07/2016

22.00 - 23.30 h proiezione e performance
Mehdi Meddaci e Rachid Ouramdane 

Immagini poetiche e corpo in movimento: così un artista e un coreografo raccontano la relazione con lo straniero e il diverso. Questo progetto inedito per la facciata vede protagoniste Marie Fonte e Lora Juodkaite, due delle principali interpreti del CCN2 - Centre Choréographique National de Grenoble.

In collaborazione con Bolzano Danza.

Immagine: Mehdi Meddaci, Rachid Ouramdane, Les yeux tournent autour du soleil, videostill_MURS_MehdiMeddaci_2011. Foto Luca Meneghel

Talk con Nicolaus Schafhausen

Approfondimento Korakrit Arunanondchai

23/06/2016 - 23/06/2016

Prendendo le mosse dalla mostra "The Future of Memory" da lui curata, il Direttore della Kunsthalle di Vienna illustra il ruolo della memoria nell'era della comunicazione digitale rispetto alla rappresentazione del passato, del presente e del futuro. Precede l'incontro la visita guidata alla mostra con Letizia Ragaglia, direttrice di Museion.

20.00 h Talk con Schafhausen in lingua tedesca
19.00 h Visita guidata con Letizia Ragaglia in lingua italiana

Cubo Garutti: Luigi Fosca

07/06/2016 - 08/08/2016

Il nuovo ciclo di esposizioni a Cubo Garutti s'ispira alla mostra "Museo Museion" del curatore ospite Francesco Vezzoli e propone opere della collezione che rileggono i generi artistici tradizionali.

Cubo Garutti, Bolzano, via Sassari 17/b

Foto: Augustin Ochsenreiter

Korakrit Arunanondchai

Painting with history 3 or two thousand five hundred and fifty nine years to figure stuff out

01/06/2016 - 11/09/2016

Museion presenta la prima personale dell’artista Korakrit Arunanondchai (Bangkok, 1986) in Italia.
Nel segno di Buddha, ma anche di Steve Jobs: nella pratica multidisciplinare dell’artista thailandese passato e presente, fantasia e realtà, scienza e spiritualità si mescolano con grande naturalezza. La ricezione della storia dell’arte occidentale, ma soprattutto la memoria, individuale e collettiva, nell’era della comunicazione digitale sono i temi con cui si confronta l’artista. La prospettiva è quella di un nativo digitale ed emigrato culturale dalla Thailandia, che Arunanondchai ha lasciato nel 2009 per gli Stati Uniti.

Studi alla Rhode Island School of Design (2009) e alla Columbia University (2012), Arunanondchai ha all’attivo numerose collettive in istituzioni come Sculpture Center, New York, ICA Londra, e personali in istituzioni come Palais de Tokyo, Parigi (2015), MoMa PS1 (New York, 2014). Appena aperta la mostra a Museion, Korakrit Arunanondchai parteciperà, dal 4/06, alla prestigiosa Biennale di Berlino (fino al 18/09); fino al 5/06 è presente alla Biennale di Sydney.

L’esposizione si apre al piano terra di Museion con tre grandi “History Paintings (Poetry Floor)”, dipinti su tela di jeans su cui l’artista interviene in più tempi. Sotto alla tela di jeans ne viene sovrapposta un’altra stampata, che raffigura la tela nello stato di precedente combustione. In queste opere processuali, richiami all’espressionismo astratto si mescolano ai meccanismi dell’arte digitale ai tempi di Photoshop - il tutto messo in atto da un artista che ha imparato a dipingere con Microsoft Paint.

Il percorso prosegue con video e installazioni – tra cui diversi lavori inediti- al quarto piano del museo. Qui l’artista crea un’esperienza avvolgente e coinvolgente: grazie a speciali pellicole, le facciate di vetro e l’illuminazione al soffitto sono infatti trasformate in superfici colorate, che tingono di rosso, giallo e blu l’intero spazio espositivo. I tre colori sono gli stessi utilizzati dall’artista nelle sue performance di bodypainting ispirate ai boob painter (pittura con il seno) dello show televisivo tailandese Thailand's got Talent.

La mostra ruota attorno al video Painting with History in a Room Filled with Men with Funny Names 3 proiettato su un enorme led wall, che domina lo spazio al centro della stanza. Il video costituisce l’epilogo della ricerca artistica iniziata da KA nel 2012 ed è parte di una serie - una sorta di romanzo di formazione sull’apprendistato di un pittore di tele di jeans (The Denim Painter), doppio fittizio dell’artista.

La figura è forgiata dalla globalizzazione, ma al contempo riunisce in sé la realtà sociale e spirituale thailandese. Tra finzione e realtà, estetica orientale e occidentale, si snoda un percorso di rinascita, ricerca e purificazione del pittore. Il ritmo e il linguaggio sono quelli dei videoclip. Nell’educazione dell’eroe gioca un ruolo importante il confronto con i maestri della pittura del Ventesimo secolo, dall’espressionismo astratto di Jackson Pollock alle antropometrie di Yves Klein, passando per il modernismo thailandese, fino al giapponese gruppo Gutai. Non a caso, i funny names a cui fa riferimento il titolo sono i nomi degli artisti occidentali, che suonano strani a un pubblico orientale, ma anche i nomi tailandesi che risultano impronunciabili ai fruitori del mondo dell’arte europeo e americano. In un gioco di appropriazioni e remixaggi, la storia della pittura occidentale viene così “fagocitata” e spogliata di ogni sacralità. Allo stesso percorso di ricerca fa riferimento anche il lungo titolo della mostra „Painting with history 3 or two thousand five hundred and fifty nine years to figure stuff out“ (dipingere con la storia 3 o 2559 anni per capirci qualcosa). Qui i numeri si riferiscono al calendario buddista, in cui l’anno 1 corrisponde all’anno 543 a.C.; così il 2559 citato nel titolo corrisponde al 2016, anno della mostra a Bolzano.
Per visionare il video, i visitatori sono invitati ad accomodarsi su cuscini di tela di jeans (denim pillows), su un grande tappeto di moquette blu, in un’atmosfera di rilassatezza e di relazionalità. La luce dall’esterno, filtrata da pellicole colorate, è funzionale al carattere immersivo che l’artista vuole conferire all’esperienza del pubblico. In questo senso, tutte le altre opere installate attorno al video rappresentano dei rimandi allo stesso: sono echi, fantasmi, scenari reali o virtuali che scaturiscono dal mondo del pittore di tele di denim e intrattengono una relazione diretta, associativa o evocativa con esso.

Sono in mostra anche gli altri video della serie: Painting with History in a Room Filled with Men with Funny Names 1 e “2012-2555 (part 1 to the trilogy). Alle visioni futuristiche dei video fanno da pendant plastico dei nuovi lavori realizzati per Museion: gli “untitled (grounds)”. Presentati su pannelli verticali, sono composti da strati di materiali residui e frammenti di robot, che gli conferiscono un esplicito carattere fantascientifico. Per l’artista, queste opere rappresentano una continuazione degli “history Paintings” (esposti al piano terra) e i frammenti di denim e di oggetti bruciati rappresentano i contenitori di un corpo vuoto, dopo che lo spirito si è dissolto in seguito alla combustione.

“La poetica di Korakrit Arunanondchai è rappresentativa di una generazione, in cui si compie per la prima volta un pensare e vedere attraverso il filtro digitale. La logica delle sue opere è effettivamente quella del “surfing”: la ricerca di connessioni improvvisate ed estemporanee attraverso l’aleatoria e libera navigazione nel web. In questo senso, proponendo un artista come Arunanondchai, Museion continua a porsi come “catalizzatore temporale”, in cui il presente è fucina attiva per ripensare il futuro.” – così Letizia Ragaglia, direttrice di Museion e curatrice della mostra.
In occasione della mostra di Korakrit Arunanondchai Museion porta l’arte fuori dal museo: fino al 26/06 il video dell’artista “Painting with history in a room filled with men with funny names 2, 2557-2014sarà visibile nelle filiali dei negozi Maximilian di Bolzano, Brunico e Bressanone. La mostra è inoltre accompagnata da un ricco programma collaterale, che prevede, tra l’altro, un incontro con il direttore della Kunsthalle di Vienna Nicolaus Schafhausen (23/06) e un concerto nell’ambito del Südtirol Jazz Festival Alto Adige “Art meets Jazz (30/06).
In occasione della mostra verrà pubblicato un catalogo trilingue (dt/ita/eng) con testi di Flora Katz, Letizia Ragaglia e Carol Yinghua Lu edito da Kaleidoskope.

 

Foto: Courtesy of C L E A R I N G New York/Brussels and Carlos/Ishikawa London

CERITH WYN EVANS

03/10/2015 - 10/01/2016

Un viaggio tra tempi e dimensioni diverse, tra immaginazione, scienza e filosofia. Nell’anno Internazionale della Luce, il celebre artista britannico realizza per Bolzano una grande installazione dedicata agli astri e al loro moto. Prima personale in un museo italiano.

02.10.2015, h 19: Opening

TOP HUNDRED

MAURIZIO NANNUCCI

18/09/2015 - 07/01/2016

Cento pezzi scelti tra multipli, edizioni, libri e dischi d’artista, riviste ed ephemera: sono le opere e gli oggetti di cento protagonisti internazionali dell’arte degli ultimi cinquant’anni selezionati dall’artista Maurizio Nannucci per Top Hundred.

In collaborazione con Museo Marino Marini, Firenze.

17.09.2015, h 19: Opening 

Techno Casa Plus

Intermezzo. Media Façade 2015

09/07/2015 - 30/07/2015
Com’è cambiato lo spazio delle nostre case nell’era digitale e degli smartphone? Come ci poniamo rispetto al nostro corpo e agli oggetti?
Questi i temi su cui lavora Riccardo Benassi con il suo progetto Techno Casa, che per la facciata di Museion si arricchisce di un Plus energetico: una coreografia di danza, ideata per l’occasione da Cristina Rizzo.

La facciata mediale come un intermezzo che segna il confine tra spazi e momenti diversi, museo e città, giorno e notte. Ma anche come luogo di massima libertà espressiva e sperimentazione. Si ispira a questi concetti la nuova rassegna video per la facciata mediale “Intermezzo”, che da maggio a settembre propone il lavoro di diversi artisti: Anna Franceschini, Cristina Rizzo e Riccardo Benassi, Studio MUT (Thomas Kronbichler e Martin Kerschbaumer). Il ciclo 2015 vede quindi nascere nuove collaborazioni, come quella con Careof e Viafarini di Milano e rinnovarne altre già “collaudate”, come quella con Bolzano Danza.

ore 21.00 Talk alla presenza degli artisti

ore 22-23.30 proiezione e performance di danza
 
Proiezioni successive: 16 ⁄ 07*, 23 ⁄ 07* & 30 ⁄ 07, 22.00–23.30 h
 
*con performance di danza

In collaborazione con Bolzano Danza.

Hubert Kostner. Konzeptmontage

Museion Project Room

05/06/2015 - 30/08/2015

a cura di Frida Carazzato

Nell’inverno alpino i pendii sono innevati. Neve bianca, candida. Ma non intatta. Un reticolo di linee, tracce e solchi la percorre: sono i segni lasciati dagli sciatori.

Si ispira a questa visione di paesaggio alpino “segnato” Konzeptmontage, il nuovo progetto per la Project Room di Museion dell’artista Hubert Kostner (Bressanone, 1971).

La mostra propone una visione del panorama innevato tracciato e in un certo senso “ferito” dal passaggio umano. Le pareti della project room sono infatti percorse da un fitto reticolo di linee nere, che sono poi le solette applicate sotto gli sci per agevolare la discesa. La profondità del paesaggio è data dall’inserimento nello spazio di sezioni di funi d’acciaio utilizzate negli impianti di risalita. Un intervento scultoreo e di assemblaggio quindi, che gioca tra bianco e nero, negativo e positivo, composizione e traccia. Ma anche una rappresentazione del paesaggio fatta utilizzando gli stessi elementi che lo compongono.

Martino Gamper

Design is a state of mind

05/06/2015 - 13/09/2015

a cura di Martino Gamper 

Dopo aver ideato lo spazio di Passage, il designer Martino Gamper (Merano, 1971, vive e lavora a Londra) torna a Museion in veste di curatore.

La mostra mette in luce la storia degli oggetti di design e del loro impatto sulla nostra vita con un’ampia selezione di sistemi di scaffalatura dal 1930 ai giorni nostri, da Giò Ponti a Ikea. Design come storia, ma anche come connessione emotiva: ogni elemento espositivo presenta, infatti, le collezioni di oggetti dagli archivi personali di amici e colleghi di Gamper.

Il progetto nasce in cooperazione con le Serpentine Galleries di Londra e con la Pinacoteca Giovanni e Marella Agnelli di Torino. 

Anna Franceschini. THE DIVA WHO BECAME AN ALPHABET |, ||, ||| and some remnants

Intermezzo. Media Façade 2015

28/05/2015 - 25/06/2015

a cura di Frida Carazzato

Protagonista assoluto del video è uno speciale carattere tipografico femminile, che in un gioco di seduzione si nasconde tra le pieghe di tessuti e le maglie dell’architettura di Museion. Il lavoro contiene un chiaro riferimento ai film sperimentali modernisti, al surrealismo e al cinema di animazione.

La facciata mediale come un intermezzo che segna il confine tra spazi e momenti diversi, museo e città, giorno e notte. Ma anche come luogo di massima libertà espressiva e sperimentazione. Si ispira a questi concetti la nuova rassegna video per la facciata mediale “Intermezzo”, che da maggio a settembre propone il lavoro di diversi artisti: Anna Franceschini, Cristina Rizzo e Riccardo Benassi, Studio MUT (Thomas Kronbichler e Martin Kerschbaumer). Il ciclo 2015 vede quindi nascere nuove collaborazioni, come quella con Careof e Viafarini di Milano e rinnovarne altre già “collaudate”, come quella con Bolzano Danza.

ore 21.00 conversazione con l’artista

ore 22-23.30 proiezione

Ulteriori proiezioni: giovedì 4, 11, 18, 25 giugno , dalle ore 22.00 - 23.30

 

 

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