COLLEZIONARE PER UN DOMANI. NUOVE OPERE A MUSEION

Opening - 20/03/2015

21/03/2015 - 10/01/2016

More than meets the eye – c'è più di quanto appare a prima vista. Suona come un invito la scritta al neon di Maurizio Nannucci nella mostra sulla collezione. Un invito ad andare al di là, a guardare oltre l’apparenza. Per un’istituzione come Museion la sfida è proprio questa: guardare oltre, saper riconoscere e selezionare le opere da consegnare alla memoria futura. Non è casuale, quindi, il titolo della mostra “Collezionare per un domani: nuove opere a Museion” presenta più di 40 artisti e una selezione di oltre 60 lavori tra installazioni, video, fotografie e sculture, entrate a far parte della collezione Museion negli ultimi 7 anni. L’esposizione ospita anche una sezione speciale dedicata ai libri d’artista nello spazio della collezione studio.

 

 

artisti in mostra

Allora & Calzadilla, Pawel Althamer, Francis Alÿs, Carl Andre, Stefano Arienti, Micol Assaël, Nina Beier, Ulrike Bernard und/e/and Caroline Profanter, Rossella Biscotti, Monica Bonvicini, Julia Bornefeld, Wil-ma Kammerer und/e/and Sylvie Riant, Christoph Büchel, Clarie Fontaine, Stefano Cagol, Vera Comploj, Nicolò Degiorgis, Tacita Dean, Jimmie Durham, Michael Fliri, Peter Friedl, Mario Garcia Torres, Isa Genzken, Goldschmied & Chiari, Hilario Isola und/e/and Matteo Norzi, Gabriel Kuri, Sonia Leimer, Klara Lidén, Liu Ding, Teresa Margolles, Ana Mendieta, Vlad Nancă, Maurizio Nannucci, Deimantas Narkevičius, Roman Ondak, Philippe Parreno, Diego Perrone, Pietro Roccasalva, Sven Sachsalber, Michael Sailstorfer, Leander Schwazer, Luca Trevisani, Rosemarie Trockel, Tatiana Trouvé, James Turrell, VALIE EXPORT, Nico Vascellari, Luca Vitone, Danh Vo, Andro Wekua.

Le opere di Sven Sachsalber, Michael Fliri e Luca Trevisani verranno esposte dal settembre 2015.
Il video “Tea 1391di Mario Garcia Torres viene proiettato giovedì 30/04/2015 e giovedì 15/10/2015 alle ore 20.00 nell’ambito dei giovedì lunghi a Museion.

TRA ARTE E ARCHITETTURA

L’OPERA DEL GRANDE CARLO SCARPA VISTA DA VICINO

05/02/2015 - 05/02/2015

con Alba Di Lieto, Pavel Pyš e Letizia Ragaglia

L’incontro

Preferiva costruire musei, piuttosto che grattacieli: parliamo di Carlo Scarpa, uno dei protagonisti assoluti della scena architettonica italiana del Novecento. La mostra “Carol Bove/Carlo Scarpa”, attualmente in corso a Museion, offre l’opportunità di riflettere sulla figura del celebre architetto veneziano (1906-1978), autore di alcuni degli allestimenti più rivoluzionari di prestigiosi musei italiani: dalle Gallerie dell’Accademia a Venezia alla Gipsoteca Canoviana a Possagno, dalla Galleria Regionale di Palazzo Abatellis a Palermo al Museo di Castelvecchio a Verona.

A introdurre alla sua figura, Museion ha chiamato una grande conoscitrice dell’opera scarpiana e dell’allestimento museale: Alba Di Lieto, responsabile dell’archivio Carlo Scarpa al Museo di Castelvecchio di Verona. Attraverso il racconto della storia dei singoli oggetti di Carlo Scarpa esposti nella mostra a Museion, Alba Di Lieto illustra l’arte del porgere di Carlo Scarpa e la sua conservazione, temi che hanno condotto all’incontro con l'artista americana Carol Bove e che hanno guidato la sua inedita ricerca promossa dall’ Henry Moore Institute di Leeds (Inghilterra). L’istituto inglese è un centro d’eccellenza a livello mondiale per lo studio, la ricerca e l’esposizione della scultura contemporanea e storica.

 

Dopo l’intervento di Alba Di Lieto, il pubblico ha l’occasione di assistere a una visita guidata unica attraverso la mostra “Carol Bove/Carlo Scarpa” con Pavel Pyš, che presso l’Henry Moore Institute è curatore. La visita si svolge in dialogo con Alba Di Lieto e Letizia Ragaglia, direttrice di Museion. 

Opening e Performance Chiara Fumai. Der Hexenhammer

30/01/2015 - 30/01/2015

ore 18 - Perfomance

ore 19 - Inagurazione della Project Room

Chiara Fumai. Der Hexenhammer

31/01/2015 - 26/04/2015

Il progetto prevede una performance dell'artista e un intervento nello spazio della Project Room sulla figura della nota terrorista tedesca Ulrike Marie Meinhof. La performance si svolge sotto forma di visita guidata alla mostra di Rossella Biscotti, con cui è in relazione - qui la voce e la storia della Meinhof, interpretata da Chiara Fumai, incontra infatti i visitatori.

Date/orario Performance:

5 & 19 febbraio, ore 18

12 & 19 marzo, ore 18

9 & 16 aprile, ore 18

Le Performance si terranno in lingua italiana e l’ingresso è gratuito.

Prenotazione necessaria.

Opening Rossella Biscotti

30/01/2015 - 30/01/2015

ore 19 - Opening della mostra

Rossella Biscotti

a cura di Letizia Ragaglia

31/01/2015 - 25/05/2015

Nelle sue opere Rossella Biscotti riattiva costantemente la memoria, apre a nuove prospettive il tempo storico e lo rende attuale nella rilettura del presente.

L'esposizione, prima personale dell'artista in un museo italiano, rilegge alcune tappe significative del suo percorso con nuovi lavori realizzati per l'occasione e tracce di lavori già avviati.

In mostra i calchi del progetto "Le Teste in Oggetto" del 2009, le cinque teste di bronzo di Vittorio Emanuele III e Benito Mussolini realizzate nel 1942 per l'Esposizione Universale di Roma, poi annullata, e "The Prison of Santo Stefano" (2011-2013) ovvero i calchi del pavimento del carcere dell'isola pontina.

Rossella Biscotti (Molfetta 1978, vive e lavora a Bruxelles) è una delle più interessanti artiste della sua generazione. Dopo l'importante riconoscimento del Premio MAXXI (2010) ha partecipato a dOCUMENTA (13) a Kassel nel 2012 e ha preso parte alla Biennale di Venezia (2013). Per Museion l'artista ha realizzato un progetto sul lager di Bolzano (2008) e nel 2012 ha partecipato alla collettiva "The new public".

 

Natascha Sadr Haghighian: Solo Show Robbie Williams

01/11/2014 - 01/03/2015

SOLO SHOW
Robbie Williams

SOLO SHOW
Achim Kayser, Alberto Storari, Alexander Niklasch, Andrea Fourchy, Andrea Schmidt, Andrea Viliani, Anna Rossi, Anne-Pascale Frohn, Anton Vidokle, Bertram Sturm, Brian Kuan Wood, Brigitte Unterhofer-Klammer, Cajus Pietschmann, Carlo Degasperi, Daniel Bouthot, David Riley, Detlef Brall, Elisa Maria Cerra, Erik Wiegand, Eva Fuchs, Fabio Di Camillo, Frank Kiefel, Free Cooper Union, Gerard McGettrick, Ghazaal Vojdani, Gino Viliani, Giulia Pezzoli, Hengst, Ines Schaber, Irina Contreras, Jennifer Chert, Jens Queren, Jeremy Carden, Jesus Barraza, Jo Hany, Joe Pflieger, Jörg Wambsganß, Josh Altman, Juliane Bauer, Julieta Aranda, Kathleen Knitter, Kaye Cain-Nielsen, Kirsa Geiser, La Vina, Laura Barlow, Letizia Ragaglia, Lex Kosieradzki, Liam Gillick, Lindsay Caplan, Magdalena Magiera, Mariana Silva, Mariam Ghani, Mark Schubert, Markus Schmacht, Michael Müller, Mike Andrews, Mynou Dietrichmeier, Neville Reichman, Natascha Sadr Haghighian, Norman Chernick-Zeitlin, Omar Mismar, Otto, Pascale Willi, Petra Guidi, Pierre Maite, Pollux, Rachel Ichniowski, Rainer Jordan, Ray Anastas, Robert Schlicht, Roger, Sandy Kaltenborn, Sebastian Summa, Seda Naiumad, Stefan Kessels, Stefan Pente, Steffen Puschke, Stephan Hempel, Stephen Conover, Stephen Squibb, Susanna Piccoli, Thomas Huesmann, Thomas Laprade, Thomas Wendler, Tirdad Zolghadr, Uliana Zanetti, Ute Waldhausen, Uwe Schwarzer, Viola Eickmeier, William Wheeler, Zach Bruder

Il progetto di Natascha Sadr Haghighian (Sachsenheim 1968) presenta la personale dell’ artista fittizio Robbie Williams, il cui lavoro  viene effettivamente realizzato da una ditta di Berlino. Il titolo “Solo Show” sottolinea il paradosso di una mostra personale, resa possibile solo grazie a un numeroso team di specialisti - architetti, assistenti, tecnici, etc.- e apre così una riflessione sul concetto di autorialità.

Solo Show è un progetto avviato da Natascha Sadr Haghighian e Uwe Schwarzer.

L’installazione è un prestito a lungo termine della collezione Gino Viliani.

Rä di Martino

Authentic News of Invisible Things

27/09/2014 - 11/01/2015

Quanta verità c'è in una messa in scena?
Nell’anno anniversario della grande guerra l’artista presenta un lavoro nato a Bolzano e ispirato ai dummy tanks

Ci sono in legno, di tela o anche dipinti a mano. Parliamo di quelli che in gergo militaresco si definiscono dummy tanks, finti carri armati, impiegati sia nella prima che nella seconda guerra mondiale per ingannare i nemici, e ancora utilizzati ai giorni nostri. Ma c’è un altro fatto curioso: se per la guerra vera si ricorre a delle scenografie, il cinema tende invece ad utilizzare carri armati veri.

Parte da questo affascinante cortocircuito tra realtà e finzione il lavoro pensato dall’artista, che presenta due nuovi video, girati a Bolzano, e un’installazione.

Un video ricrea una fotografia d’archivio del 1918 proveniente dall’Imperial War Museum di Londra: un gruppo di civili osserva un finto carro armato lasciato per strada. Se nella foto storica siamo nella cittadina francese di Lille, il video di Rä di Martino mostra una via del centro di Bolzano, quasi cento anni dopo, mentre un gruppo di comparse in abito d’epoca guarda un finto carro armato.
La presenza del curioso mezzo militare non sembra disturbare troppo la situazione di composta messa in scena – il bianco e nero dell’immagine pone poi una rassicurante distanza tra l’osservatore e l’immagine rappresentata. Distanza che l’artista sembra voler rompere con il secondo video: qui si vede un carro armato vero attraversare le strade di Bolzano. Nessuna finzione, nessuna comparsa: l’artista ha filmato le reazioni di comuni passanti di fronte al passaggio, oggi, di una vera “macchina da guerra”.
Nel continuo passaggio tra realtà e finzione, tra storia e presente lo sguardo di Rä di Martino apre così nuove, inaspettate narrazioni di vicende storiche passate.

A cura di Frida Carazzato.

Inaugurazione: 26/09/2014, ore 19.00

Immagine: Rä di Martino, Fog #1, 2014. Courtesy Galleria Monitor, Roma & Copperfield Gallery, London

Soleil politique

Il museo tra luce e ombra

27/09/2014 - 11/01/2015

Per aprire nuovi punti di vista, guardare le cose in modo diverso, si sa, bisogna cambiare prospettiva. Pierre Bal-Blanc, direttore Contemporary Art Center di Bretigny, Francia e curatore ospite a Museion 2014, sembra aver preso alla lettera questo assunto: con Soleil Politique mette letteralmente sotto-sopra il museo.

L’intenzione della mostra è interrogare il ruolo del museo nella città, ripensando alla sua storia attraverso lo sguardo di più di quaranta artisti provenienti da diverse discipline: architetti, registi, performer, musicisti e compositori. La ricerca di nuovi sguardi comincia da una piccola rivoluzione degli spazi di Museion e della loro gerarchia.

L’esposizione ha luogo infatti a Museion Passage, l’ambiente a pianoterra, normalmente gratuito e aperto alle manifestazioni. Lo spazio di Passage si trasferisce invece al quarto piano, che per l’occasione rimane vuoto e si trasforma in un belvedere da cui guardare alla città, magari riflettendo sugli stimoli offerti dalla mostra.

Dal pianoterra al piano “nobile” fino agli spazi urbani: il percorso proposto da Bal-Blanc continua nelle vie, strade e ponti di Bolzano. Una mappa studiata per l’occasione propone infatti un itinerario tra i luoghi simbolo della città– dalle torre del Museo Civico al Monumento alla Vittoria, dalle Semirurali alla Chiesa dei Domenicani. Fanno parte della mostra anche un ricco programma di video, una performance, un concerto inedito di Mathieu Saladin in collaborazione con il festival di Musica Contemporanea di Bolzano e un appuntamento con il Filmclub.

Inaugurazione: 26/09/2014, ore 19.00

Immagine: Marta Minujín, El obelisco acostado, 1978, 1st Latin American Biennial of São Paulo, Courtesy of the artist.

Leander Schwazer

Bikini

20/02/2014 - 25/05/2014

Reazioni esplosive: sono quelle che si aspettava Louis Réard dal bikini, di cui fu l’inventore. O, meno giocosamente, quelle che avvenivano sull’omonimo atollo durante i testi nucleari americani nel 1946. Tra arte, storia e cultura pop il progetto inedito di Leander Schwazer getta uno sguardo personale e tutto contemporaneo sulla pittura di battaglia.

 

Un’immagine monumentale in bianco e nero sbarra l’accesso alla mostra: è la riproduzione della portaerei leggera Independence, utilizzata dagli americani per i test nucleari nel 1946 sull’atollo Bikini e fatta affondare al largo delle coste di San Francisco nel 1951. La grande tela si inserisce, con la sua rappresentazione simbolica di un evento storico, nella tradizione della pittura di battaglia. Dietro la fotografia cinque carrelli portavivande trasportano gli oggetti più diversi, che aprono uno sguardo, all’interno di questa tradizione, su battaglie di immagini passate, presenti e future.

 

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