Facciata mediale con Brigitte Mahlknecht

Di sera le facciate di Museion fungono da superfici per la proiezione di opere d'arte e offrono una visione insolita, di grande suggestione.

11/07/2013 - 11/07/2013

Nuovo ciclo di proiezioni per la facciata mediale di Museion.
“A Line Describing the Surface” - una linea che descrive una superficie: come racconta il titolo, la rassegna 2013 curata da Frida Carazzato, è dedicata al segno grafico. Partendo da un’analogia tra pelle e carta, la matita di quattro artisti interviene con video inediti su quella che è la “pelle” di Museion, la facciata, fatta di vetro e luce.

Il titolo del ciclo prende ispirazione da un’opera dell’artista inglese Anthony McCall’s (A Line Describing a Cone) e dalle sue installazioni di linee di luce nello spazio espositivo. A descrivere la superficie di Museion da giugno a settembre saranno invece le linee degli artisti Ian Tweedy, Brigitte Mahlknecht, Ciprian Muresan e Marco Raparelli.

Il ciclo continua con Brigitte Mahlknecht che presenta “La Gabbia”, un video ispirato alla celebre poesia di Rainer Maria Rilke “Der Panther”. Nel lavoro proiezione e struttura architettonica sono legate: come una gabbia, le griglie della facciata di Museion “imprigionano” un pianeta, un mondo di linee in continuo, irrequieto movimento.

 

Ore 22 proiezione del video di Brigitte Mahlknecht sulla facciata mediale di Museion, lato Talvera.

Il video verrà proiettato anche nei giorni 18 e 25 giugno dalle ore 22 alle 24.

 

Immagine: Museion, Media Facade, Brigitte Mahlknecht, Foto Othmar Seehauser

Facciata mediale con Brigitte Mahlknecht

Di sera le facciate di Museion fungono da superfici per la proiezione di opere d'arte e offrono una visione insolita, di grande suggestione.

04/07/2013 - 04/07/2013

Nuovo ciclo di proiezioni per la facciata mediale di Museion. “A Line Describing the Surface” - una linea che descrive una superficie: come racconta il titolo, la rassegna 2013 curata da Frida Carazzato, è dedicata al segno grafico. Partendo da un’analogia tra pelle e carta, la matita di quattro artisti interviene con video inediti su quella che è la “pelle” di Museion, la facciata, fatta di vetro e luce.

Il titolo del ciclo prende ispirazione da un’opera dell’artista inglese Anthony McCall’s (A Line Describing a Cone) e dalle sue installazioni di linee di luce nello spazio espositivo. A descrivere la superficie di Museion da giugno a settembre saranno invece le linee degli artisti Ian Tweedy, Brigitte Mahlknecht, Ciprian Muresan e Marco Raparelli.

Il ciclo continua con Brigitte Mahlknecht che presenta “La Gabbia”, un video ispirato alla celebre poesia di Rainer Maria Rilke “Der Panther”. Nel lavoro proiezione e struttura architettonica sono legate: come una gabbia, le griglie della facciata di Museion “imprigionano” un pianeta, un mondo di linee in continuo, irrequieto movimento.

 

Giovedì 4 luglio
ore 21 artist talk con
Brigitte Mahlknecht

ore 22 proiezione del video sulla facciata mediale di Museion, lato Talvera.

Il video verrà proiettato anche nei giorni 11, 18 e 25giugno dalle ore 22 alle 24.

Immagine: Museion, Media Facade, Brigitte Mahlknecht, Foto Othmar Seehauser

Facciata mediale con Ian Tweedy

Di sera le facciate di Museion fungono da superfici per la proiezione di opere d'arte e offrono una visione insolita, di grande suggestione.

27/06/2013 - 27/06/2013

Nuovo ciclo di proiezioni per la facciata mediale di Museion. “A Line Describing the Surface” - una linea che descrive una superficie: come racconta il titolo, la rassegna 2013 curata da Frida Carazzato, è dedicata al segno grafico. Partendo da un’analogia tra pelle e carta, la matita di quattro artisti interviene con video inediti su quella che è la “pelle” di Museion, la facciata, fatta di vetro e luce.

Il titolo del ciclo prende ispirazione da un’opera dell’artista inglese Anthony McCall’s (A Line Describing a Cone) e dalle sue installazioni di linee di luce nello spazio espositivo. A descrivere la superficie di Museion da giugno a settembre saranno invece le linee degli artisti Ian Tweedy, Brigitte Mahlknecht, Ciprian Muresan e Marco Raparelli.

Apre la rassegna giovedì 6 giugno Ian Tweedy (Hahn, Germania, 1982 ) con il video “March 16, 1944”. Attraverso una serie di immagini provenienti dal suo archivio personale, Tweedy ricrea in una sorta di semi-fiction l’ultimo volo come bombardiere di Joseph Beuys. Il 16 marzo 1944 l’aereo con a bordo il celebre artista viene infatti abbattuto sul fronte di Crimea. Gravemente ferito, Beuys è curato da un gruppo di nomadi Tartari con miele, grasso e feltro – vicenda che segna profondamente la sua vita. La storia non è completamente vera, eppure contribuisce a creare il mito intorno alla sua figura. Il video di Tweedy racconta così della caduta di un uomo e della sua “resurrezione” attraverso il mito, ma soprattutto attraverso l’Arte.

Ore 22 proiezione del video March 16, 1944 sulla facciata mediale di Museion, lato Talvera.

Facciata mediale con Ian Tweedy

Di sera le facciate di Museion fungono da superfici per la proiezione di opere d'arte e offrono una visione insolita, di grande suggestione.

20/06/2013 - 20/06/2013

Nuovo ciclo di proiezioni per la facciata mediale di Museion. “A Line Describing the Surface” - una linea che descrive una superficie: come racconta il titolo, la rassegna 2013 curata da Frida Carazzato, è dedicata al segno grafico. Partendo da un’analogia tra pelle e carta, la matita di quattro artisti interviene con video inediti su quella che è la “pelle” di Museion, la facciata, fatta di vetro e luce.

Il titolo del ciclo prende ispirazione da un’opera dell’artista inglese Anthony McCall’s (A Line Describing a Cone) e dalle sue installazioni di linee di luce nello spazio espositivo. A descrivere la superficie di Museion da giugno a settembre saranno invece le linee degli artisti Ian Tweedy, Brigitte Mahlknecht, Ciprian Muresan e Marco Raparelli.

Apre la rassegna giovedì 6 giugno Ian Tweedy (Hahn, Germania, 1982 ) con il video “March 16, 1944”. Attraverso una serie di immagini provenienti dal suo archivio personale, Tweedy ricrea in una sorta di semi-fiction l’ultimo volo come bombardiere di Joseph Beuys. Il 16 marzo 1944 l’aereo con a bordo il celebre artista viene infatti abbattuto sul fronte di Crimea. Gravemente ferito, Beuys è curato da un gruppo di nomadi Tartari con miele, grasso e feltro – vicenda che segna profondamente la sua vita. La storia non è completamente vera, eppure contribuisce a creare il mito intorno alla sua figura. Il video di Tweedy racconta così della caduta di un uomo e della sua “resurrezione” attraverso il mito, ma soprattutto attraverso l’Arte.

Il video "March 16, 1944 " verrà proiettato anche il 27 giugno dalle ore 22 alle 24 sulla facciata mediale di Museion, lato Talvera.

Facciata mediale con Ian Tweedy

Di sera le facciate di Museion fungono da superfici per la proiezione di opere d'arte e offrono una visione insolita, di grande suggestione.

13/06/2013 - 13/06/2013

Nuovo ciclo di proiezioni per la facciata mediale di Museion. “A Line Describing the Surface” - una linea che descrive una superficie: come racconta il titolo, la rassegna 2013 curata da Frida Carazzato, è dedicata al segno grafico. Partendo da un’analogia tra pelle e carta, la matita di quattro artisti interviene con video inediti su quella che è la “pelle” di Museion, la facciata, fatta di vetro e luce.

Il titolo del ciclo prende ispirazione da un’opera dell’artista inglese Anthony McCall’s (A Line Describing a Cone) e dalle sue installazioni di linee di luce nello spazio espositivo. A descrivere la superficie di Museion da giugno a settembre saranno invece le linee degli artisti Ian Tweedy, Brigitte Mahlknecht, Ciprian Muresan e Marco Raparelli.

Apre la rassegna giovedì 6 giugno Ian Tweedy (Hahn, Germania, 1982 ) con il video “March 16, 1944”. Attraverso una serie di immagini provenienti dal suo archivio personale, Tweedy ricrea in una sorta di semi-fiction l’ultimo volo come bombardiere di Joseph Beuys. Il 16 marzo 1944 l’aereo con a bordo il celebre artista viene infatti abbattuto sul fronte di Crimea. Gravemente ferito, Beuys è curato da un gruppo di nomadi Tartari con miele, grasso e feltro – vicenda che segna profondamente la sua vita. La storia non è completamente vera, eppure contribuisce a creare il mito intorno alla sua figura. Il video di Tweedy racconta così della caduta di un uomo e della sua “resurrezione” attraverso il mito, ma soprattutto attraverso l’Arte.

Il video "March 16, 1944 " verrà proiettato anche nei giorni 20 e 27 giugno dalle ore 22 alle 24 sulla facciata mediale di Museion, lato Talvera. .

Facciata mediale con Ian Tweedy

Di sera le facciate di Museion fungono da superfici per la proiezione di opere d'arte e offrono una visione insolita, di grande suggestione.

06/06/2013 - 06/06/2013

Nuovo ciclo di proiezioni per la facciata mediale di Museion. “A Line Describing the Surface” - una linea che descrive una superficie: come racconta il titolo, la rassegna 2013 curata da Frida Carazzato, è dedicata al segno grafico. Partendo da un’analogia tra pelle e carta, la matita di quattro artisti interviene con video inediti su quella che è la “pelle” di Museion, la facciata, fatta di vetro e luce.

Il titolo del ciclo prende ispirazione da un’opera dell’artista inglese Anthony McCall’s (A Line Describing a Cone) e dalle sue installazioni di linee di luce nello spazio espositivo. A descrivere la superficie di Museion da giugno a settembre saranno invece le linee degli artisti Ian Tweedy, Brigitte Mahlknecht, Ciprian Muresan e Marco Raparelli.

Apre la rassegna giovedì 6 giugno Ian Tweedy (Hahn, Germania, 1982 ) con il video “March 16, 1944”. Attraverso una serie di immagini provenienti dal suo archivio personale, Tweedy ricrea in una sorta di semi-fiction l’ultimo volo come bombardiere di Joseph Beuys. Il 16 marzo 1944 l’aereo con a bordo il celebre artista viene infatti abbattuto sul fronte di Crimea. Gravemente ferito, Beuys è curato da un gruppo di nomadi Tartari con miele, grasso e feltro – vicenda che segna profondamente la sua vita. La storia non è completamente vera, eppure contribuisce a creare il mito intorno alla sua figura. Il video di Tweedy racconta così della caduta di un uomo e della sua “resurrezione” attraverso il mito, ma soprattutto attraverso l’Arte.

Giovedì 6 giugno
ore 21 artist talk in collegamento con Ian Tweedy da New York
ore 22 proiezione del video March 16, 1944 sulla facciata mediale di Museion, lato Talvera.

Il video verrà proiettato anche nei giorni 13, 20 e 27 giugno dalle ore 22 alle 24.

La magia della “Camera Cubica” nel lavoro di Nicolò Degiorgis.

dal Cubo Garutti a Museion. A cura di Frida Carazzato

23/05/2013 - 30/05/2013

Stenopeico: aggettivo oscuro, suona di tecnica o, peggio ancora, di medicina. Niente di tutto ciò. Nell’era della fotografia digitale sono ormai in pochi a sapere che cosa sia un “foro stenopeico”, quella minuscola fessura attraverso cui si impressionava la lastra degli apparecchi fotografici prima dell’introduzione dell’obiettivo a lenti. Il foro stenopeico porta all’origine della fotografia, alla “camera oscura”, quando le foto scattate alla veloce con macchine digitali e cellulari non esistevano.

Il progetto “Camera Cubica” di Nicolò Degiorgis per il Cubo Garutti nasce proprio con l’intento di far riscoprire questa antica tecnica, oggi dimenticata. Ma non solo: con il suo lavoro Degiorgis, artista fotografo di origine bolzanine, mira a far “riscoprire” l’architettura del Piccolo Museion -Cubo Garutti situato nel quartiere Don Bosco di Bolzano, che quest’anno festeggia i dieci anni dalla sua “nascita”.

Attento a cogliere attraverso la fotografia le caratteristiche e le dinamiche di uno spazio sociale e pubblico specifico, per unire queste due riscoperte Nicolò Degiorgis ha utilizzato proprio l’architettura del Cubo Garutti e l’ha trasformata per l’occasione in un grande dispositivo fotografico, la camera oscura appunto, posto nello spazio pubblico.

Per “Camera Cubica” le due vetrate del Piccolo Museion sono state completamente oscurate, mentre la luce naturale dall’esterno, filtrando da due fessure i cosiddetti fori stenopeici, ha impressionato la carta fotografica all’interno.

Per diverse settimane, da aprile a maggio 2013, l’artista ha poi invitato gli abitanti del quartiere a scattare delle immagini dal Cubo-macchina e partecipare quindi ad una piccola magia. Le immagini emerse rappresentano il quartiere circostante, le sue architetture, lo spazio urbano e i suoi abitanti. La realtà che filtra dal piccolo diametro del foro stenopeico è però una realtà capovolta, vista in maniera diversa: non più come il quartiere vede il Cubo Garutti, ma come il Cubo Garutti vede il quartiere e i suoi abitanti.

“Tutti coloro che”, come recita la frase di Alberto Garutti posta sul muro del Cubo, “passando per di lì” si sono soffermati a guardare il Cubo, hanno avuto la possibilità di essere fotografati e fotografare a loro volta con la Camera Cubica, portando a una partecipazione comunitaria nel quartiere.”

Da Camera Cubica nasce un libro fotografico molto particolare, una specie di “cubo di Rubik” in bianco e nero prodotto in serie limitata, che verrà distribuito al pubblico la sera della presentazione del progetto al quartiere, giovedì 23 maggio alle ore 19.

Il progetto non finisce al Cubo nel quartiere Don Bosco, ma si connette idealmente anche al suo fratello maggiore, Museion, nel centro città. Una selezione delle immagini realizzate da Degiorgis insieme ai visitatori della “Camera Cubica” verrà infatti proiettata sulla facciata mediale di Museion sempre la sera del 23 maggio alle ore 22, giorno del compleanno di Museion (le proiezioni avranno luogo anche nei giorni 24-25 e 30 maggio a partire dalle ore 22).

Desiring the Real. Austria Contemporary.

Giovani artisti austriaci

21/06/2013 - 15/09/2013

22/06/13 – 22/09/13

a cura di Karin Zimmer

Desiring the Real è una mostra realizzata dal Ministero Federale Austriaco per l’Istruzione, l’Arte e la Cultura, Dipartimento di Relazioni Internazionali e di Culto. L’esposizione presenta le opere acquisite negli ultimi anni da parte della collezione d’arte del Governo Federale, oltre che alcune opere concesse in prestito per l’occasione.

Ad ospitarla in Alto Adige, due importanti sedi espositive: Merano Arte e Museion.

Merano Arte presenta le opere di nove artisti austriaci che si confrontano con diversi modelli di realtà e assurgono questo tema a questione centrale della loro poetica.
La Project Room di Museion ospita due progetti inediti: l’installazione di Judith Fegerl si confronta con l’architettura della project room, mentre il lavoro di Leopold Kessler si misura con il territorio altoatesino.

Rainer Gamsjäger ha concepito invece un nuovo video per la facciata mediale (proiezioni: 21, 22 e 23 giugno, ore 22).

Nell’ambito di Bolzano Danza e in collaborazione con il Südtiroler Kulturinstitut il ballerino e coreografo viennese Sebastian Prantl presenta una performance (23 luglio, ore 18).

 

Judith Fegerl - Phasenraum (Spazio delle fasi)

Judith Fegerl indaga e “manipola” lo spazio della project room con una operazione al limite, una sfida allo stato della materia. In una delle installazioni in mostra l’artista va infatti letteralmente a “scavare” una parete della project room. Quell’elemento che dovrebbe avere funzioni portanti, il muro, è tagliato fino a mostrarne l’anima in cemento e ricucito fino a trasformarsi in un escrescenza di sé stesso – si trasforma così in un lungo paravento di pannelli.

Il secondo intervento rappresenta invece una sorta di cucitura interna nel muro divisorio di Museion Passage con un filo metallico rovente, che definisce un disegno. Come è solito nella pratica artistica di Judith Fegerl, l’indagine verte sulla rivelazione dell’identità dello spazio espositivo, inteso come corpo da esplorare e non solo come un contenitore. Non a caso Spazio delle fasi (Phasenraum) è un’espressione usata in meccanica per indicare le possibilità di movimento all’interno di uno spazio.

A “Spazio delle fasi” di Judith Fegerl segue, dall’8 agosto, l’intervento di Leopold Kessler. L’artista, nato a Monaco nel 1976, indaga i limiti tra spazio pubblico e privato attraverso azioni e interventi site-specific negli spazi esterni. Anche il progetto realizzato per Museion porta le tracce del confronto con lo spazio esterno, l’ambiente urbano e naturale. Nella prima fase del progetto, Kessler cercherà di installare nell’incantevole paesaggio delle montagne dell’Alto Adige una grande scultura, che rappresenta una forchettata di spaghetti. Si tratta di un “monumento” realizzato in realtà con materiali semplici, un poster applicato su pannelli di legno. Facendo un riferimento ironico alla difficoltà di arrotolare gli spaghetti, l’artista crea così una sorta di simbolo canzonante alla vittoria della civilizzazione sulla natura. Nella project room il video che racconta l’impresa, il trasporto e l’installazione della scultura è esposto insieme alla grande forchetta: una sorta di occhiolino fatto ai vicini tavoli del Cafè Museion, un gioco al fraintendimento tra pubblicità da bistrot e opera d’arte.


Merano Arte
Desiring the Real. Austria Contemporary
22/06/13 – 08/09/13

Una collaborazione tra:
Merano Arte / BMUKK / Südtiroler Kulturinstitut / Museion

Foto: Museion, Project Room, Judith Fegerl, Phasenraum, Foto: Othmar Seehauser

Danh Vo

Fabulous Muscles

17/05/2013 - 01/09/2013
 

Inaugurazione: 17/05/13, ore 19.00

18/05/13 - 01/09/13

 

Nel suo lavoro Danh Vo unisce alla riflessione sul colonialismo, sulla migrazione e sull’identità culturale i ricordi personali della sua infanzia in Vietnam.

 

 

Tra i temi affrontanti dall’artista anche la messa in discussione di norme comportamentali consolidate nella società civile e nel mondo dell’arte. A Bolzano fa tappa un progetto pluriennale, che nasce dalla volontà dell’artista di riprodurre in scala 1:1 la Statua della Libertà di New York. Al quarto piano sono esposti degli elementi in rame che corrispondono per peso e dimensioni ad alcune parti della Statua. Il progetto rivendica delle riflessioni personali e politiche sul concetto di libertà.

A cura di Letizia Ragaglia

Parallelamente alla mostra a Museion si svolge al Musée d’Art Moderne de la Ville de Paris la personale di Danh Vo “GO MO NI MA DA” (dal 24 maggio al 18 agosto 2013).

Foto: Danh Vo We The People (detail) 2011-2013, 2012 © Danh Vo, courtesy Galerie Chantal Crousel

 

artiparlando - Art / Design Practices 2013

con Massimiliano Gioni, direttore associato e capo curatore del New Museum di New York, direttore artistico della Fondazione Nicola Trussardi a Milano, nonché direttore della Biennale di Venezia 2013

22/03/2013 - 22/03/2013

Artiparlando, il ciclo di conferenze nato dalla collaborazione tra la Libera Università di Bolzano (Facoltà di Design e Arti) e Museion giunge quest’anno alla tredicesima edizione.

Il ciclo 2013, intitolato “Art / Design Practices 2013”, propone un’analisi sul sistema dell’arte e del design oggi, tra biennali, fiere e musei.

La Biennale di Venezia, madre di tutte le biennali, è una delle occasioni più importanti a livello mondiale per farsi un’idea sullo “stato dell’arte”. Nell’incontro del 24 aprile la racconta uno dei suoi protagonisti. Massimiliano Gioni, direttore della Biennale 2013, illustra infatti ad artiparlando il suo concetto di biennale ispirato al “Palazzo Enciclopedico”, l’idea di un museo immaginario concepito dall’artista italo-americano Marino Auriti.

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