La pittura di Umberto Buscioni

16/12/2018 - 16/12/2018

LA PITTURA DI UMBERTO BUSCIONI.

VISITA ANIMATA PER FAMIGLIE  (BAMBINI DA 6 A 11 ANNI ACCOMPAGNATI DA UN ADULTO).

iNIZIO VISITA ORE 16.00

 

Laboratori per gruppi formati da un massimo di 25 utenti (ogni bambino può essere accompagnato da un solo adulto) su prenotazione, da effettuare - entro le ore 13.00 del venerdì precedente la visita - al numero di PISTOIAINFORMA 800 01214. Punto di ritrovo del gruppo: biglietteria della sede museale di volta in volta interessata, dieci minuti prima dell’inizio della visita. La partecipazione prevede il solo costo del biglietto d’ingresso al museo in base alle tariffe in vigore.

ESPERIENZA FM

visita tematica alla Casa studio di Fernando Melani

29/12/2018 - 29/12/2018

la visita inizia alle ore 11.00.

Per le caratteristiche specifiche della casa-studio, visite accompagnate per gruppi formati da un massimo di 8 persone su prenotazione, da effettuare - entro le ore 13.00 del venerdì precedente la visita - al numero di PISTOIAINFORMA 800 01214. Punto di ritrovo del gruppo: ingresso della casa-studio Fernando Melani (corso Gramsci 159) dieci minuti prima dell’inizio della visita. La visita e l'ingresso alla casa-studio sono gratuiti.

ESPERIENZA FM

visita tematica alla Casa studio di Fernando Melani

24/11/2018 - 24/11/2018

la visita inizia alle ore 11.00.

Per le caratteristiche specifiche della casa-studio, visite accompagnate per gruppi formati da un massimo di 8 persone su prenotazione, da effettuare - entro le ore 13.00 del venerdì precedente la visita - al numero di PISTOIAINFORMA 800 01214. Punto di ritrovo del gruppo: ingresso della casa-studio Fernando Melani (corso Gramsci 159) dieci minuti prima dell’inizio della visita. La visita e l'ingresso alla casa-studio sono gratuiti.

ESPERIENZA FM

visita tematica alla Casa studio di Fernando Melani

27/10/2018 - 27/10/2018

inizio visita ore 11.00.

Per le caratteristiche specifiche della casa-studio, visite accompagnate per gruppi formati da un massimo di 8 persone su prenotazione, da effettuare  al numero di PISTOIAINFORMA 800 01214. Punto di ritrovo del gruppo: ingresso della casa-studio Fernando Melani (corso Gramsci 159) dieci minuti prima dell’inizio della visita. La visita e l'ingresso alla casa-studio sono gratuiti.

GERARDO PAOLETTI-LA CARNE, LA MORTE E IL DIAVOLO

Curata da Valerio Dehò e Claudio Giorgetti, la mostra di Gerardo Paoletti vuole porre all’attenzione una modalità artistica che risulta essere contemporanea pur affiancandosi a pratiche del passato.

29/09/2018 - 18/11/2018

Sabato 29 settembre 2018, alle ore 18.00 inaugura – a Palazzo Fabroni, Museo del Novecento e del Contemporaneo di Pistoia – la mostra GERARDO PAOLETTI | LA CARNE, LA MORTE E IL DIAVOLO, realizzata dal Comune di Pistoia/Palazzo Fabroni con il contributo della Regione Toscana nell'ambito del progetto “Toscanaincontemporanea2018”.
Curata da Valerio Dehò e Claudio Giorgetti, la mostra di Gerardo Paoletti vuole porre all’attenzione una modalità artistica che risulta essere contemporanea pur affiancandosi a pratiche del passato.
Il lavoro di Paoletti si è sempre concentrato sull’attrazione per la fisicità, per il corpo, per il lato oscuro della mente dell’uomo. E’ un artista che nel contesto dell’arte contemporanea italiana ricopre un ruolo particolare e a sé stante rispetto alle tendenze neo-concettuali.
La “carne” in questa mostra è rappresentata da una serie di lavori su cotone cucito in cui delinquenti, gente fuori dalla norma, vengono interpretati come dei corpi smembrati, personaggi la cui corporeità è dichiarata ma anche scomposta. La “morte” è proposta attraverso un'iconografia classica di scheletro con tanto di falce ma affetta da personalità plurime come per dire che ci sono tante morti quanti individui e che generalizzare, in questo caso, può essere un errore in quanto, al riguardo, i punti di vista sono straordinariamente mutevoli. Il “diavolo” diventa in questa sequenza un elemento necessario, non solo come traghettatore verso l’oltretomba, ma anche come simbolo del peccato e del male.

ORARIO

dal martedì al venerdì 10.00/14.00
sabato,  domenica e giovedì 1° novembre 10.00/18.00
chiuso il lunedì 

 

IL MALATINO (2017) di Diego Marcon

18/05/2018 - 27/05/2018

Il Comune di Pistoia/Palazzo Fabroni ospita presso il Museo dello Spedale del Ceppo (Piazza Giovanni XXIII 14, Pistoia) IL MALATINO (2017), un film di animazione in 16mm dell'artista Diego Marcon. Nato nell'ambito del progetto Museo chiama Artista e presentato ufficialmente nel marzo scorso al PAC di Milano da Diego Sileo, che ha curato il progetto, il film viene proposto dai musei associati AMACI - Associazione dei Musei d'Arte Contemporanea Italiani nei propri spazi durante il corso dell'anno.

 

Orari:

venerdì 18 e domenica 20 maggio, ore 10.00/18.00

sabato 19 maggio, ore 10.00/18.00 e ore 21.30/23.30

da martedì 22 a giovedì 24 maggio, ore 10.00/14.00

da venerdì 25 a domenica 27 maggio, ore 10.00/20.00

SPERIMENTO L'ARTE! Musei e artisti nelle scuole

Presentazione del progetto didattico di riqualificazione del Liceo scientifico con interventi di arte ambientale. A cura di Alessandra Ragionieri

19/05/2018 - 19/05/2018

 

SABATO 19 MAGGIO 2018, ore 10.15

Palazzo Fabroni, salone piano 1

 

Presentazione

SPERIMENTO L’ARTE!  MUSEI E ARTISTI NELLE SCUOLE

 

ore 10.15-11

Opere  in crescita al liceo scientifico di Pistoia : dialogo tra scuola, museo, artisti.

Gli studenti con Mario Biagioni e Alessandra Ragionieri. Coordina Anna Laura Giachini.

 

Ore 11-11.40

Arte che fa scuola, Eliana Princi

 

Ore 11.40

Underground n.° 02, Federico Gori a Palazzo Fabroni

 

La mattinata si conclude con le  visite guidate dagli studenti all’installazione di Federico Gori.

 

Video-documentazione degli studenti di oltre un decennio di collaborazione (2005-2018) dei Musei Civici con il Liceo Scientifico di Pistoia.

 

ingresso gratuito

ASINARA

di Marco Delogu

22/04/2018 - 01/07/2018

Mostra realizzata dal Comune di Pistoia/Palazzo Fabroni in collaborazione con la Fondazione di Sardegna. Ventinove immagini, quasi tutte notturne, frutto del nuovo lavoro del fotografo Marco Delogu, colgono l’Asinara nella sua identità più profonda.

 

Palazzo Fabroni

via Sant'Andrea 18 - Pistoia

tel. 0573 371817

 

Orari di apertura

dal martedì al giovedì 10.00/14.00

dal venerdì alla domenica, festivi e lunedì 30 aprile 10.00/18.00

chiuso il lunedì

 

Info

http://musei.comune.pistoia.it/eventi/mostra-marco-delogu-asinara/

 

 

PRET-A-PORTER di Giovanni Frangi

05/02/2017 - 02/04/2017

Il secondo piano di Palazzo Fabroni è il punto di partenza per una mostra costruita su un sistema binario di rappresentazione, che coinvolge due dei più celebri monumenti di Pistoia prossimi allo storico palazzo: i bianchi e i grigi di Sant'Andrea e i gialli, i verdi, i blu e i rossi dell'Ospedale del Ceppo. Nelle sale espositive  sono visibili opere appartenenti a stagioni diverse della carriera dell'artsta, da dipinti su tela del 1986 a realizzazioni ad hoc, che vedono la luce per la prima volta a Pistoia. La mostra è curata da Giovanni Agosti.

YURI ANCARANI/ BORA

MUSEO CHIAMA ARTISTA

13/10/2016 - 16/10/2016

 

Nato dalla collaborazione tra la Direzione generale arte e architettura contemporanee e periferie urbane del MiBACT e AMACI il progetto Museo Chiama Artista alla sua terza edizione conferma l’obiettivo di sostenere attivamente il sistema del contemporaneo nel nostro Paese, commissionando di anno in anno ad artisti italiani la produzione di una nuova opera che potrà circolare nei musei associati, costituendo le basi per la creazione e fruizione di un patrimonio comune. Con questa terza edizione di Museo Chiama Artista prosegue e si rafforza ulteriormente la collaborazione tra MiBACT e AMACI, che ha tra i suoi obiettivi quello di favorire e divulgare le più nuove forme di sperimentazione artistica. In questo senso Museo Chiama Artista è un progetto semplice ed efficace che si colloca nella cornice del Piano per l’Arte Contemporanea, lo strumento che il Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo si è dato per il finanziamento di iniziative volte all’incremento del patrimonio pubblico di arte del nostro tempo.

Dopo Gianluca e Massimiliano De Serio e Marinella Senatore, per questa terza edizione di Museo Chiama Artista, a cura di Ludovico Pratesi e Angela Tecce, i Direttori dei musei AMACI hanno scelto di commissionare la realizzazione di una nuova opera a Yuri Ancarani, artista che negli ultimi anni ha raccolto un crescente consenso in Italia e all’estero, dalle mostre in prestigiose istituzioni quali l’Hammer Museum di Los Angeles, il Palais de Tokyo di Parigi, il Mart di Rovereto o il Solomon Guggenheim Museum di New York, sino alla partecipazione alla 55° Esposizione Internazionale d’Arte della Biennale di Venezia, Il Palazzo Enciclopedico, a cura di Massimiliano Gioni. Ancarani è un videoartista e film-maker le cui opere nascono da una continua commistione fra cinema documentario e arte contemporanea, risultato di una ricerca tesa a esplorare regioni poco visibili del quotidiano, forse i limiti stessi del visibile, in una continua sfida personale in cui l’artista si immerge in prima persona.

Bora è un progetto in progress avviato nel 2011 e che si determina come opera autonoma in quest’occasione – scrive Ludovico Pratesi nel testo in catalogo – Tutto sembra ruotare intorno all’instabile equilibrio tra suono e immagine, a quel particolare interesse dell’artista per situazioni “ai confini del visibile”, per quell’impalpabile terra di mezzo tra sguardo e pensiero capace di generare una viscerale tensione narrativa. Un equilibrio che costituisce l’essenza di un lavoro come Bora, dove il paesaggio carsico della Val Rosandra – una riserva naturale tra il Friuli Venezia Giulia e la Slovenia – viene agitato dalla bora, un vento che soffia a 140 chilometri orari scuotendo e modellando quella natura rigida ed essenziale ripresa dall’artista con un’attenzione compositiva che rimanda ai dipinti di Caspar David Friederich e all’estetica romantica del sublime.”

Per i quattro anni successivi Bora è stato “interpretato” da diversi musicisti mentre il video veniva proiettato su grandi schermi durante i loro concerti, un palinstesto per immagini che sembrava vivere soltanto come background per un palcoscenico musicale. Fino a maggio 2015, quando il lavoro prende un’evoluzione inaspettata e il video diventa un tutt’uno con un piccolo monitor Brionvega, assumendo il suo assetto definitivo: l’integrazione tra il video e il monitor, che funziona senza ausilio di fili o cavi, lo trasforma in una scultura video a tutti gli effetti, un lavoro autonomo che si definisce come punto d’arrivo di una riflessione sulle contaminazioni tra opera e contesto.

Nel caso di Bora – spiega Yuri Ancarani – dopo aver sperimentato la scala 1:1 attraverso i live, volevo che il lavoro diventasse un oggetto di piccole dimensioni e il più possibile autonomo”.

Bora diventa quindi “una scatola magica piena di vento” – sottolinea ancora Ludovico Pratesi – che porta con sé il genius loci di un’antica terra di confine, in un mondo dove i confini fisici sembrano essere stati cancellati per sempre, ma quelli ideologici, sociali ed economici appaiono più saldi e impenetrabili che mai.”
Bora è un’opera anomala – suggerisce Angela Tecce – chi l’osserva è indotto a oscillare dall’impressione che sia sottilmente criptica a quella opposta, che sia invece limpidamente letterale; a interagire con una scultura “animata” e al contempo con un lavoro di videoarte. Infine, ci si abbandona al suono del vento che sembra scompigliarci i capelli mentre osserviamo il paesaggio che scorre sul televisore. Il senso estetico si disvela chiaramente, e come spesso accade la fruizione lascia il posto a una molteplicità di suggestioni, che contribuiscono a focalizzare l’interesse verso il punto di vista intorno al quale l’opera si struttura.”

 

Dopo essere stata presentata in anteprima GAM – Galleria Civica d’Arte Moderna e Contemporanea di Torino nel novembre 2015, la scultura-video Bora ed essere stata ospitata all’interno dei musei associati AMACI secondo un programma itinerante che ha coperto tutta l’Italia per l’intero 2016, l’opera arriva a Palazzo Fabroni arricchendone la programmazione.

 

Bora di Yuri Ancarani è accompagnato dalla pubblicazione di un catalogo interamente dedicato al progetto, edito da Libri Aparte, con testi di Federica Galloni, Gianfranco Maraniello, Ludovico Pratesi, Marianna Liosi e una conversazione tra Angela Tecce e l’artista.

 

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